lavoratori stagionali di Taormina
una protesta dei lavoratori stagionali di Taormina

Lavoratori del turismo e del commercio in stato di agitazione in vista di un inverno che si preannuncia “drammatico” e, come nel 2015 (quando si tenne qui una manifestazione nazionale in piazza IX Aprile) la protesta, riparte da Taormina e dal primo polo turistico siciliano. In virtù della mancata riforma della Naspi, migliaia di lavoratori i cui contratti stagionali in essere scadranno tra settembre e ottobre, saranno costretti – a conclusione di questa stagione turistica – ad affrontare il lungo periodo novembre-maggio in condizioni di povertà con altrettanto gravi ripercussioni anche sulla loro posizione pensionistica.

Di nuovo all’estero. “Per questo – annuncia la Fisascat Cisl Sicilia Mimma Calabro segretario generale e Pancrazio Di Leo segretario aggiunto – “riavvieremo da questo momento tutte le opportune azioni di protesta, finalizzate a far sentire la voce dei lavoratori che, insieme alle loro famiglie, si apprestano a dover affrontare un inaccettabile condizione di grave disagio economico e sociale. Molti di loro saranno costretti a trasferirsi all’estero come accadeva qualche decennio fa o a cercare altre opportunità di impiego al Nord Italia. Noi a questa “mattanza” sociale non ci stiamo e chiameremo il Governo nazionale ad assumersi tutte la responsabilità di una grave situazione che penalizza il comparto turismo e commercio, che soprattutto nelle regioni del Sud come la Sicilia rappresenta la principale se non unica fonte di sostentamento nei territori”.

Lavoratori umiliati. “L’ostinata volontà di questo Governo – evidenzia Pancrazio Di Leo, segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl – di non effettuare una revisione della Naspi e di non accogliere nessuna delle proposte di modifica della normativa ha disatteso le legittime aspettative dei lavoratori stagionali, umiliati ed obbligati a sopravvivere con il solo corrispettivo (di breve e insufficiente durata) della Naspi. L’indennità di disoccupazione già ridotta del 50% dall’introduzione della Naspi ed il mancato riordino della vigente normativa, spingerà molti lavoratori ad emigrare in altri Paesi o al Nord-Italia”.

Quale pensione? “Altrettanto preoccupante – rimarca inoltre Di Leo – appare la prospettiva dei lavoratori per quanto concerne la loro posizione pensionistica. Per accedere all’Ape social 2019 sarà necessario avere requisiti che ad oggi molti lavoratori sono impossibilitati ad avere. Come potranno andare in pensione lavoratori che non riescono nemmeno a poter ottenere un impiego di 6 mesi?”. “Siamo stanchi – conclude il sindacato – di restare inascoltati ma siamo altrettanto determinati a lottare per tutelare i diritti dei lavoratori. Il tempo dell’attesa è finito, abbiamo proposto delle soluzioni rimaste inascoltate e adesso avvieremo tutto  quanto sarà necessario per cambiare questa situazione che non fa l’interesse dei lavoratori e che per troppo tempo li ha mortificati”.

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