il dott. Sasha Agati con i genitori di Anton

“Grazie ai nostri angeli, grazie a tutti voi, vi saremo per sempre grati per tutto quello che avete fatto per noi, avete salvato la vita ad Anton”. Così, con queste commosse parole la famiglia del piccolo Anton ha lasciato ieri Taormina e l’Italia per fare ritorno in Svezia, insieme al bambino di 13 mesi che è stato salvato dai medici del Ccpm con uno straordinario intervento eseguito nei giorni scorsi. Anton era giunto in ospedale dopo aver ingerito una pila e per questo aveva vomitato sangue ed accusava anche uno stato febbrile. Era in vacanza con i suoi genitori a Taormina, per un periodo di relax che si è ben presto trasformato in un momento da incubo. Insieme a lui, il padre, ginecologo di nazionalità svedese e la madre, un ingegnere colombiana, che hanno temuto il peggio e che ieri invece hanno potuto lasciare l’ospedale di Taormina con loro figlio. Nel pomeriggio è arrivato un aereo dalla Svezia che li ha riportati a casa con la serenità di poter tornare ad una vita normale.

L’impegno di 100 persone. Oltre 100 persone e due ospedali si sono impegnati per salvare Anton e per la riuscita dell’intervento a questo bambino, che dopo aver ingoiato una pila era andato in arresto cardiaco ed il 5 luglio scorso era così arrivato con il 118 al Pronto Soccorso, per poi essere subito trattato dai rianimatori del presidio e dal primario di Rianimazione, dott. Giacomo Filoni e dalla dott.ssa Ivana Campanella, anestesista del Ccpm. Anton è stato rianimato e intubato, quindi sottoposto ad una tac torace-addome. A quel punto gli è stata trovata una batteria nell’intestino. La pila aveva creato una reazione chimica tale da instaurare una comunicazione tra aorta ed esofago.

La svolta. Anton venne quindi operato a Messina dal prof. Carmelo Romeo, primario di Chirurgia pediatrica del Policlinico ma si rese necessario riportarlo al Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina. Al Ccpm l’equipe medica diretta dal primario Sasha Agati ha sottoposto Anton con successo ad un complesso intervento (durato 4 ore) di chirurgia riparativa dell’aorta toracica, riparando il danno creato dalla batteria che aveva creato una lesione di un centimetro. Adesso, dopo un paio di giorni trascorsi in ospedale, Anton e i suoi genitori sono di nuovo a casa e prima di lasciare l’ospedale hanno ringraziato, felici e commossi, i medici che hanno consentito il “lieto fine” in questa vicenda.

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