i consiglieri di opposizione Antonio D'Aveni, Claudio Giardina e Salvo Cilona

“Rispediamo al mittente le critiche nei nostri confronti di una maggioranza che ormai cerca di sopravvivere a suon di bugie e improvvisazione”. Così l’opposizione respinge le recenti bordate della maggioranza su quello che viene ritenuto “l’ostruzionismo” sui lavori consiliari, sin qui rimasti bloccati e con la prossima seduta d’aula – sul bilancio – ora prevista per il 18 luglio.

Risolvere i problemi. “L’incapacità e impreparazione della stessa maggioranza – scrivono in una nota i consiglieri Salvo Cilona, Antonio D’Aveni, Claudio Giardina, Pina Raneri e Alessandra Cullurà – che si traducono in totale mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e della nostra città, sono sotto gli occhi di tutti. Parliamo della incapacità di produrre documenti corretti fino all’impegno concreto per risolvere problemi importanti e urgenti: vedi spazzatura, viabilità, suoli pubblici; approvazione di bilanci”.

Incontro e fuga in avanti. “Questo ci costringe, purtroppo, a evidenziare – continua la nota – un dilettantismo di cui vittima è la città di Taormina, che invece necessita di figure preparate, che conoscano le leggi e il funzionamento della macchina burocratica. Di recente, consapevole di questa grave situazione e degli oggettivi limiti della sua squadra, il sindaco ha chiesto un incontro con la minoranza per essere aiutato. Nello stesso momento però la sua maggioranza non ha perso occasione per fare sterile polemica pubblicando un articolo contro la minoranza, all’insaputa dello stesso sindaco, adducendo responsabilità e manchevolezze a questa parte politica”. “Si tratta di un atto scriteriato – concludono i consiglieri di minoranza – e privo di rispetto nei confronti del primo cittadino, che evidentemente non gode più della fiducia e autorevolezza necessaria”.

Scontro senza tregua. Non si ferma insomma, il botta e risposta tra la maggioranza e l’opposizione dopo il mancato svolgimento della seduta di Consiglio comunale che il 26 giugno scorso avrebbe dovuto affrontare la discussione sul bilancio comunale. A far saltare i lavori consiliari era stata, come si sa, la mancata notifica della convocazione dell’odg al consigliere di opposizione Antonio D’Aveni. Da lì le critiche della maggioranza verso quello che è stato definito “l’ostruzionismo” della minoranza e la replica dell’opposizione che in una conferenza stampa ha reso noto di valutare “se far decadere il Consiglio comunale”, attaccando con toni forti un’Amministrazione definita “incapace e inadeguata”. Poi nei giorni scorsi una nuova, altrettanto dura, presa di posizione della maggioranza. “E’ sorprendente – hanno fatto sapere, infatti, in una nota i consiglieri di maggioranza – ma forse certi comportamenti non dovrebbero più sorprenderci, come non dovrebbe sorprenderci quanto affermato da alcuni consiglieri di minoranza. Negarsi, come è noto e come già espresso in Consiglio, ai messi notificatori, il non rispondere al telefono e tanto meno ai numerosi messaggi di consiglieri di maggioranza e minoranza, con il fine di boicottare consapevolmente i lavori del Consiglio e poi pretendere di dare suggerimenti per una corretta notifica? Non si può discutere – continua la maggioranza – con chi dalla prima seduta, ormai un anno fa, porta avanti un atteggiamento ostico e sprezzante delle regole, utilizzando un linguaggio inappropriato, offensivo e non rispettando le istituzioni della città oltre che il pubblico consesso. Se un errore questa maggioranza ha commesso, è stato quello di fidarsi della correttezza e del senso di responsabilità della minoranza”.
“La data di indizione del Consiglio, 26 giugno – continua la nota -, era stata concordata in conferenza dei capigruppo: evidentemente il consigliere D’Aveni avrà cambiato idea. Eppure lo stesso consigliere era ben preparato sull’argomento, tanto da aver presentato un proprio emendamento. Quando non si ha il coraggio delle proprie azioni, e delle conseguenze, si abbia almeno il pudore di tacere. Per il resto, se facendo saltare le sedute del Consiglio i consiglieri ritengono di rendere un buon servizio alla città, lo facciano pure. Se considerano l’apice del loro successo politico il mancato confronto in aula per l’approvazione dei bilanci, che proseguano per la loro strada. Ne risponderanno alla comunità”.

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