Pronto Soccorso di Taormina
Pronto Soccorso di Taormina

“L’ennesima aggressione subita dal personale sanitario del Pronto Soccorso ci impone una serie riflessione: si è fatto di tutto, organizzativamente parlando, per evitarla?”. A lanciare l’interrogativo è una nota della Fp Cgil, a firma del segretario provinciale Antonio Trino e di Guglielmo Catalioto (responsabile Fp Cgil Medici) e Francesco Fucile (segretario generale Fp Cgil di Messina). Il sindacato. dopo l’aggressione al primario Mauro Passalacqua, chiede più sicurezza al Pronto Soccorso di Taormina e avverte: “Questa volta è toccata al primario del PS di Taormina, il navigato dott. Mauro Passalacqua al quale va tutta la nostra solidarietà, ma questa aggressione era “nell’aria”.

Organico striminzito. “Purtroppo – si legge nella nota – era facilmente preventivabile che con un organico di soli 7 medici e con un numero striminzito di infermieri, i disagi non avrebbero tardato a “farsi sentire”. Il concetto di sicurezza delle cure mal si concilia con i tagli e i piani di rientro che da decenni vedono la sanità siciliana, ancor di più quella della nostra provincia, falcidiata. Non è più sostenibile tutto questo, non si può ancora continuare ad accettare che dei professionisti vadano a lavorare con la paura di essere malmenati. Le responsabilità esistono e sono in primis della politica, a tutti i livelli, che non è garantista della sicurezza nè dei lavoratori ed ancor di meno dei pazienti visto il progressivo svuotamento di operatori sanitari dagli ospedali”.

Antonino Trino

Stop ai proclami. “Non ha senso fare proclami e slogan nelle varie occasioni in cui pubblicamente si è discusso della piaga delle aggressioni – continua il sindacato -: alle parole non sono seguiti i fatti. Non esiste da anni il posto fisso di polizia, un innegabile deterrente per i facinorosi, si era pensato all’utilizzo dell’esercito ma è stata una idea meteora, di passaggio, in pratica il nulla. Cosa si aspetta che ci scappi la tragedia prima di prendere sul serio questo problema?”.

Qualità e sicurezza. “Adesso – scrive il sindacato – come si farà a garantire l’assistenza al PS di Taormina, stante la probabile assenza di un’altra figura medica, quella del malcapitato primario? Ricordiamo che in questo periodo il “San Vincenzo” aumenta esponenzialmente la sua attività di urgenza per motivi turistici facilmente immaginabili. La Fp Cgil ha sempre denunciato le carenze organizzative del PS di Taormina, ma anche degli altri ad onore del vero, ma di fatto abbiamo assistito ad un girotondo di annunciate chiusure, riaperture, potenziamenti, smantellamenti per poi tornare al punto di partenza: la natura “gattopardesca” che ci contraddistingue non si smentisce mai, si cambia tutto per non cambiare nulla. Comunque sia, se un presidio, piuttosto che un reparto, vengono mantenuti, allora devono funzionare, garantendo qualità e sicurezza delle cure, principi fondamentali e basilari di clinical governance e per far questo è necessario che le strutture abbiano la giusta dotazione organica”.

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