Nicola Salerno, general manager Egmont Viaggi

“Non è mai troppo tardi per cominciare a risalire la china, a maggior ragione se consideriamo la bellezza e le grandi potenzialità di Taormina, ma dobbiamo essere coscienti che al momento siamo ancora fermi agli Anni Novanta”. Il monito arriva da Nicola Salerno, general manager di Egmont Viaggi ed esperto di turismo, che in un’ampia e dettagliata analisi strategica fa il punto della situazione sul movimento turistico e ricettivo nella Perla dello Ionio.

La percezione. “Siamo finalmente giunti al giro di boa di questa stagione turistica – afferma Nicola Salerno – e possiamo anche azzardare delle analisi sull’andamento turistico finora avuto in città. È sotto gli occhi di tutti, anche se qualche dato va preso con le pinze che c’è un calo rispetto agli anni scorsi. Queste sensazioni si evincono dagli incontri avuti con gli operatori del settore durante il rinnovo dei contratti per la stagione 2020. Ribadisco che si tratta di una percezione in quanto al momento non abbiamo dati numerici, fatto sta che dal nostro osservatorio risultano in calo il mercato inglese, e tedesco, mentre reggono i mercati spagnolo e americano. Specifichiamo che si parla di gruppi, in quanto la clientela individuale che una volta era totalmente gestita dai tour operator, oggi si rivolge direttamente agli alberghi usando internet, pertanto per noi agenzie di incoming il calo di questa clientela è costante negli anni”.

Il ritorno dei competitor. “Le ragioni del calo sono svariate climaticamente la primavera inesistente ha contribuito ad una scelta diversa, in alcuni momenti i paesi del nord Europa avevano una temperatura più mite della Sicilia. Il ritorno di destinazioni come l’Egitto, la Turchia sulla scena delle mete turistiche con offerte molto accattivanti in termini di tariffe e servizi offerti, mentre qui ci sono alberghi che nel 2019 chiedono il pagamento per l’utilizzo di internet. Un mondo che si muove in digitale dove esistono app per ogni cosa, che scaricate sui cellulari per esempio danno informazioni sulla posizione, orari di arrivo e acquisto del ticket dei bus locali, mentre noi dipendiamo dagli orari di apertura e chiusura delle biglietterie”.

L’accoglienza. “Il cliente – continua Salerno – si aspetta di trovare questo tipo di facilitazioni in vacanza. Non posso non accennare alla situazione in cui si viene a trovare un turista che arriva a Taormina, questo stato di cose mi viene riportato da guide che si trovano giornalmente a contatto con loro, e più volte si sono trovate ad affrontare situazioni imbarazzanti e non semplici da spiegare. Un paio di giorni addietro ore 10:30 clienti hanno rinunciato a farsi una foto sulla scalinata del duomo in quanto invasa da sacchetti di spazzatura, per non parlare dello slalom che bisogna fare sul Corso Umberto tra furgoncini che consegnano la merce durante tutta la mattinata. Ma può un paese turistico che vorrebbe rivolgersi anche ad una clientela di élite accoglierla in questo modo? Trappitello “la porta dell’Alcantara”, meriterebbe di essere maggiormente attenzionata in quanto giornalmente la attraversano centinaia di turisti sia un bus che in auto, invece continuiamo a vedere le auto parcheggiate in doppia fila che creano ingorghi alla circolazione. Sono visibili le aree con sacchi della spazzatura che vengono depositati dopo che il camion della raccolta sia passato, oppure che contengono materiale che dovrebbe essere raccolto in altri giorni. Se non lo curiamo prima noi il nostro paese chi dovrebbe farlo? Il lungomare di Taormina Mazzeo nei mesi estivi dovrebbe essere l’alternativa al Corso Umberto per trascorrere qualche ora serale in riva al mare è abbandonato. Il Comune potrebbe noleggiare gli spazi con dei gazebo e renderlo più accattivante”.

La spiaggia di Taormina. “In altre località – conclude Salerno – le spiagge libere sono pulite e disinfettate con docce, mentre la spiaggia di Taormina non è curata. Altro dato incontrovertibile è la durata dei pernottamenti che negli anni si è ridotta a 3 giorni, dato che è destinato a diminuire in quanto, altre destinazioni a noi vicine hanno fatto passi da gigante in tema di accoglienza e servizi turistici, si pensi a Siracusa con Ortigia e Ragusa che negli anni si sono adeguate alle esigenze dei turismi. Del resto, c’è poca vita notturna in città, come far trascorrere il dopo cena ad un turista se discoteche e piano bar sono chiusi. Siamo carenti sulla viabilità, segnaletica, e parcheggi. Dobbiamo essere coscienti che siamo fermi agli Anni Novanta. Le amministrazioni, gli imprenditori ed i cittadini, del comprensorio devono fare squadra, ed una sana programmazione cercando di soddisfare le aspettative che i turisti sono abituati a ricevere in altre località turistiche”.

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