i consiglieri di opposizione Antonio D'Aveni, Claudio Giardina e Salvo Cilona

Opposizione sull’Aventino a Taormina. I consiglieri Salvo Cilona, Claudio Giardina e Antonio D’Aveni hanno sferrato un duro attacco all’Amministrazione nel corso di una conferenza stampa organizzata per respingere, in particolare, le accuse della maggioranza sul rinvio dei lavori consiliari sul bilanci per la mancata notifica dell’odg a D’Aveni. L’opposizione non ci sta e va al contrattacco.

L’interesse pubblico. “Non possiamo accettare la mistificazione e distorsione della realtà – ha detto Giardina – da una maggioranza inadeguata al suo ruolo politico e amministrativo e capace solo di ribaltare la realtà mistificandola. Hanno detto che bloccare il Consiglio è un danno ma va compreso che non siamo stati noi a bloccarlo ma loro. Non possiamo più permettere e consentire che chi non sa fare una semplice notifica vada a scaricare le colpe su di noi. Noi siamo per l’interesse pubblico ma va garantita e tutelata la legalità. In modo inappropriato hanno persino esultato un anno fa per la vittoria della legalità. Non possiamo più accettare questo modo di fare politica”.

Tutti a casa. “Un tempo si diceva che “chi è causa dei mali pianga se stesso” – ha detto D’Aveni -. L’inadeguatezza di chi ci governa sta causando problemi su viabilità, spazzatura, bilancio, Ztl e tante altre cose. Per la prima volta a Taormina si approverà un bilancio 7 mesi dopo la scadenza che era dicembre 2018, forse a luglio. Danno la colpa della loro incapacità a noi quando non sono nemmeno in grado di fare una Pec e mi offro anzi io di farla a tutti i consiglieri, servono 2 ore per risolvere un problema che si trascina da mesi e che viene strumentalizzato poi per dare la colpa all’opposizione. L’attuale governo della città è un disastro su tutti i fronti e non lo diciamo noi ma lo evidenziano i fatti. A questo punto vadano via e liberino la città dalla loro incapacità, e possiamo andare a casa tutti noi consiglieri comunali, tanto ci sarà un commissario che approverà il bilancio e la città non rischia nulla. Andiamo a casa tutti noi e il Consiglio verrà sciolto e i 21 mila euro che vengono spesi per i consiglieri saranno stanziabili per i bambini e le scuole”.

“Casa loro”. “Da un anno – afferma Cilona – continuiamo ad aspettare l’operazione verità di cui avevano parlato. Ma gli unici in grado di poterla fare siamo noi. Noi come minoranza siamo soltanto 5 consiglieri contro gli 11 della maggioranza e con un divario così forte non è possibile che 5 persone mettano in crisi la città. Il problema è che gli 11 consiglieri di maggioranza non sono all’altezza di gestire la cosa pubblica. Questa maggioranza pensa di essere a “casa loro” e non ci ha mai preso in considerazione di chiedere un apporto per Taormina mentre noi avremmo voluto dare un contributo costruttivo alla città. Avevamo fatto nella passata legislatura un’importante azione di recupero dei tributi che oggi invece ha perso vigore. Se non si continua il recupero dei tributi si tornerà presto a rischio dissesto e quello che avevamo fatto noi si rivelerà inutile. Non ricordiamo da tanti anni una città così invivibile. L’Amministrazione ci imputa di non aver fatto svolgere la seduta di Consiglio comunale sul bilancio ma presto dovrà rendere conto alla Corte dei Conti e saranno guai seri per la città. Molti cittadini si sono pentiti amaramente di come hanno votato un anno fa ma pensano anche che maggioranza e minoranza siano la stessa cosa. E poiché non è così, questo ci sta facendo discutere all’interno dell’opposizione se continuare o se far decadere il Consiglio comunale”.

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