i lavoratori stagionali di Taormina a Reggio Calabria

I lavoratori stagionali del turismo di Taormina protagonisti al corteo di Reggio Calabria che ha visto sfilare il 22 giugno scorso lavoratori provenienti da tutta Italia per dire basta al precariato e un’inadeguata situazione economica e sociale a fronte della quale il Governo italiano non ha dato sinora nessuna risposta risolutiva. E allora tutti in marcia con i lavoratori di Taormina, guidati dalla Fisascat Cisl e con gli striscioni che hanno confermato il monito: “Vogliamo il lavoro, non elemosine ma dignità”. Erano presenti a Reggio Calabria il segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl, Pancrazio Di Leo e il segretario generale della Fisascat Cisl di Messina, Salvatore D’Agostino.

Da tutta Italia. Dalla Sicilia alla Campania, ma anche dalla Puglia, dal Veneto, persino dal Piemonte, da ogni angolo della Calabria e della Sicilia. Erano almeno 25 mila, secondo i sindacati, i partecipanti alla manifestazione sindacale unitaria nazionale “Ripartiamo dal Sud per unire il Paese” promossa da Cgil, Cisl e Uil a Reggio Calabria. C’erano lavoratori e pensionati, ma anche tantissimi lavoratori precari e molti migranti tra quanti hanno raggiunto la città calabrese dello Stretto per chiedere attenzione e spazio nell’agenda del Governo per il Mezzogiorno, un territorio come enormi potenzialità, secondo i sindacati, che rischia di perdere ulteriormente posizioni accrescendo il divario che lo distanzia dal resto del Paese e dall’Europa. La manifestazione si é conclusa con gli interventi in piazza Duomo dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

L’immobilismo di Palazzo Chigi. “Il Governo – afferma Di Leo – al momento ha lasciato del tutto inascoltate le giuste istanze dei lavoratori, condannandoli così a una crisi economica che sta diventando un dramma sociale. Il problema riguarda i tanti lavoratori stagionali e le loro famiglie che devono lottare per sopravvivere nei mesi invernali, quando c’è chi deve andare avanti per 6-7 mesi con sole 3 mensilità Naspi, e chi addirittura con un mese e mezzo soltanto di indennità come nel caso dei lavoratori delle Isola Eolie. Così non si va più da nessuna parte, il Governo non può più fare finta di niente e rimanere sordo e inerte di fronte al grido d’allarme dei lavoratori. Ribadiamo che i lavoratori chiedono la modifica della Naspi, ma soprattutto reclamano il lavoro: la priorità dei lavoratori è sempre stata, rimane e sarà sempre quella del lavoro. C’è bisogno di condizioni e opportunità più dignitose di quelle attuali, il Governo si confronti e si convinca ad ascoltare le istanze dei lavoratori. Se proseguirà questo stato di cose, a dir poco preoccupante, certamente la nostra protesta si farà sempre più determinata e insistente, e saremo pronti a far sentire la voce dei lavoratori”.

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