Consorzio Rete Fognante
Consorzio Rete Fognante, impianti di Giardini Naxos

Si accende a Taormina lo scontro politico sulla Rete Fognante e l’opposizione annuncia un ricorso all’assessorato alle Autonomie Locali contestando la validità della procedura che ha portato alla conferma alla presidenza della Rete Fognante di Mauro Passalacqua. L’ex sindaco di Taormina aveva presentato una lettera di dimissioni ma alla fine i sindaci e l’assemblea lo hanno convinto a rimanere. E allora l’opposizione ora ha fatto richiesta al segretario generale del Comune di Taormina (e del Consorzio), Nino Bartolotta, di trasmettere tutti gli atti al Dipartimento regionale degli Enti Locali, ritenendo “non regolare la procedura”. Sul “caso Passalacqua” si è accesa la polemica tra il sindaco Mario Bolognari e l’ex presidente del Consiglio, Antonio D’Aveni.

L’attacco di D’Aveni. “Il 22 maggio scorso – spiega il consigliere Antonio D’Aveni – Passalacqua ha dato le dimissioni e le ha protocollate al Comune di Taormina, il sindaco questa lettera l’ha ricevuto nella stessa giornata e ha girato la nota al segretario. Il 30 maggio c’è stata l’audizione in Consiglio del presidente che ha dato comunicazione delle dimissioni, parlando di gravi problemi in atto al Consorzio. Il 12 giugno il dimissionario Passalacqua, firmandosi presidente, ha convocato l’assemblea per il 17 giugno. Ma quella convocazione doveva farla il consigliere anziano, non chi aveva già rassegnato le dimissioni. L’assemblea sapeva che si era dimesso il presidente ma ha votato anche l’elezione del Cda. Tutta la procedura è sbagliata, quanto approvato non è valido. In una seduta che aveva all’odg la surroga del presidente, i sindaci sono stati nominati nel Cda dai componenti dell’assemblea che a loro volta sono lì perchè nominati dai sindaci. E’ un pasticcio. E sono stati anche approvati i bilanci del Consorzio. Le dimissioni del presidente sono state date e va rifatto tutto l’iter. Se i sindaci volevano la conferma di Passalacqua dovevano rivotarlo. Lo statuto non prevede la presenza dei 4 sindaci nel Cda e il Consiglio di Taormina non ha dato mandato al sindaco di entrare nel Cda”.

La replica di Bolognari. “Non c’è nessuna violazione di procedura e nessuna invalidità – ha risposto Bolognari -. Il Consiglio comunale di Taormina, a seguito delle mie dichiarazioni sul Consorzio, mi ha dato un mandato ben preciso, con il voto favorevole di 15 consiglieri su 16, per mantenere la presidenza di una persona autorevole e apprezzata nel comprensorio, ed affiancargli un Cda con i 4 sindaci. Il Consorzio deve ora dotarsi di competenze (esterne) tecniche, contabili e amministrative. L’ente rischia di finire nel calderone dell’Ati e ho già espresso la preoccupazione e la necessità di evitare tale scenario. Non c’è stata nessuna sopraffazione da parte mia, nessuna attribuzione di poteri al di là del consentito e del dovuto. In assemblea, al Consorzio abbiamo discusso le dimissioni, atto che si presenta all’organo che ti elegge: nel Consorzio non esiste un comune capofila, esiste una sede legale. Per altro, le dimissioni non sono immediatamente esecutive, io le ho ricevute come sindaco che aveva nominato Passalacqua in assemblea, e nella lettera si faceva solo riferimento alla sua preoccupazione professionale, non a nessun altro argomento. In assemblea tutti i membri hanno chiesto a Passalacqua di soprassedere e rivedere la sua posizione, cosa che lui ha accettato di fare”.

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