il presidente del Consorzio, Mauro Passalacqua

“Ho deciso di rimanere alla presidenza del Consorzio soltanto per spirito di servizio. Non sono mai stato attaccato alla poltrona quando ero sindaco di Taormina, non lo sono mai stato nella mia vita e meno che mai lo sono diventato adesso. Tutta questa polemica si sofferma su cose che non esistono da nessuna parte, quindi chi cerca di alimentare polemiche o fa tesi fantasiose è fuori strada”. Lo afferma il presidente della Rete Fognante, Mauro Passalacqua, che così risponde all’attacco arrivato dai banchi dell’opposizione, dove il consigliere Antonio D’Aveni ha preannunciato l’intenzione di inviare gli atti del Consorzio all’assessorato alle Autonomie Locali con un ricorso sulla procedura che ha portato alla permanenza di Passalacqua al vertice dell’ente consortile. Come si ricorderà Passalacqua aveva dato le dimissioni il 22 maggio scorso, poi nell’assemblea del 17 giugno scorso le dimissioni sono state respinte e l’ex sindaco ha accettato di restare alla guida del Consorzio: una procedura contestata da D’Aveni, per il quale andava fatta una nuova votazione e non sarebbe stata regolare nemmeno l’avvenuta elezione del Cda di cui faranno parte i sindaci di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola.

Polemica che scivola. “Questa polemica lascia il tempo che trova ed anzi dico che “mi scivola” addosso – afferma Passalacqua -. Sono rimasto alla presidenza soltanto per senso di rispetto per i sindaci e per il comprensorio. La mia storia politica e professionale dimostra che non sono attaccato a nessuna sedia e a nessuna poltrona e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Nella riunione con i sindaci di lunedì scorso mi è stato chiesto di restare al Consorzio e ho accettato per una questione di spirito di servizio e per amore di questo territorio che tutti dicono di amare ma poi soltanto a parole. Sono presidente a costo zero e senza alcun emolumento e mi sono preso delle responsabilità che credo pochi o forse nessuno si sarebbe preso al mio posto”.

La rivelazione. Passalacqua rivela che il suo sarà un mandato ad interim: “Sarò presidente per un breve periodo di transizione, nel frattempo avverrà il cambio di statuto che rappresenterà un fatto epocale per questo Consorzio. Rimarrò qui il tempo necessario che occorrerà al CdA per questa fondamentale svolta che può dare finalmente piena operatività al Consorzio, mi è stato chiesto di non andare via adesso perché c’è l’esigenza di evitare un’emergenza nell’immediato, in piena stagione turistica. Credo che chi accetta un tale impegno e lo fa senza alcuna entrata economica e con grandi responsabilità meriti più rispetto. Capisco che per qualcuno questi concetti sono astrusi. Procedura irregolare o viziata? Il segretario generale ha spiegato che essendo state rigettate le dimissioni non si pone il problema”.

L’affondo finale. “Io faccio il presidente a costo zero al Consorzio – conclude il presidente del Consorzio – e sono ogni giorno al lavoro in ospedale in un reparto come il Pronto Soccorso dove c’è un flusso continuo e incessante di pazienti. Io da politico non ho mai chiesto che venisse assunto nessuno al Consorzio. Ho confermato chi era stato indicato dalla politica. Quindi i discorsi delle spartizioni di “arancini” e “pizzette” li lascio agli altri, semmai proprio a chi a suo tempo forse ha indicato delle persone al Consorzio”.

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