Il consigliere comunale Eugenio Raneri
l'ex consigliere comunale Eugenio Raneri

Un provvedimento anomalo che per tanti versi è passato anche in sordina ma che, in ogni caso, desta non poche perplessità: parliamo della recente ordinanza di “Interdizione di porzioni di aree demaniali marittime nei comuni costieri per il sussistere di pericolo per la pubblica incolumità causato da dissesto idrogeologico”, a firma dell’Ufficio Territoriale Ambiente di Messina. La decisione, che ha interessato anche alcuni tratti costieri di Taormina, richiama i contenuti del Piano di assetto idrogeologico e fa seguito alla circolare emanata il 10 aprile dal Dipartimento regionale Ambiente in materia di concessioni demaniali marittime in aree a pericolosità Pai e che vieta la sosta e il transito di persone e autoveicoli e ogni altra attività incompatibile con lo stato del dissesto accertato o esistente nelle aree demaniali marittime, dunque anche sulle spiagge, che interferiscono con le aree in dissesto idrogeologico censite nel Pai e caratterizzate da pericolosità P3 (elevata), P4 (molto elevata) e sito di interesse.

L’anomalia. Sulla questione si sofferma, con una interessante riflessione, l’ex presidente del Consiglio comunale di Taormina, Eugenio Raneri, che ritiene “anomalo” tale provvedimento: “Ho avuto modo di fare una ricerca abbastanza approfondita, in riferimento all’Ordinanza Regione Sicilia Assessorato Territorio e Ambiente – Dipartimento Ambiente di Messina n. 14 del 10 giugno 2019 (pagine 59 e 60 per quanto riguarda Taormina), e ritengo che questo tipo di iniziativa riguarda solo la provincia di Messina. Vi è un palese violazione per disparità di trattamento, in quanto con questa Ordinanza vengono penalizzati i Comuni ricadenti nella ex provincia di Messina rispetto agli altri Comuni ricadenti nelle altre ex Provincie della Regione Sicilia”.

Il divieto a Taormina. A Taormina, in tale ambito, sono stati interdetti: contrada Zaccani (P3), tutto l’arenile sotto Capo Sant’Andrea, compresa la Grotta Azzurra e un tratto a monte sopra vico Sant’Andrea (P4), un tratto all’Isola Bella tra la ferrovia e la Statale 114 (P4), e la spiaggetta sotto la roccia sul versante ovest dell’Isola Bella (P4), due tratti a Capo Taormina (P4), sud centro abitato (due tratti, P4), sud centro abitato (P3), entrambi sopra la Statale 114, Villagonia Monte Crocifisso (due tratti, P4) e la foce del torrente Sirina.

Tutelare l’immagine della città. “Non credo e non ritengo sostenibile – ha aggiunto Raneri – che la salvaguardia della pubblica incolumità causato dal dissesto idrogeologico interessa solamente tutti i Comuni della provincia di Messina. La vicenda va attenzionata per i dovuti accertamenti e conseguenti azioni a tutela dell’immagine turistica della Città di Taormina”.

 

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