Il Comune di Giardini Naxos ha aderito con apposita delibera della Giunta locale al progetto “Controllo del vicinato”. Chiunque potrà segnalare presunti pericoli e presenze sospette nel proprio quartiere e l’antifurto migliore sarà il proprio vicino di casa. A scanso di equivoci non si parla nel caso specifico di ronde e pattugliamenti, e nemmeno di eroismi o chissà quali gesti fuori luogo, bisognerà semplicemente limitarsi ad essere attenti, tenere gli occhi aperti ed essere consapevoli di ciò che accade nelle strade per poi segnalare eventuali anomalie alle Forze dell’Ordine.

Sicurezza urbana. L’idea di base, come rilevato in una circolare del Ministero dell’Interno, e come evidenziato anche dalla Prefettura di Messina, è che la sicurezza urbana costituisce un bene pubblico primario “la cui efficace realizzazione presuppone il concorso di diversi soggetti” e che delega ai sindaci l’attuazione di interventi ritenuti opportuni e necessari per migliorare la sicurezza urbana. Giardini Naxos ha recepito tale iniziativa esitando un apposito atto di indirizzo.

Convivenza ordinata e civile. L’iniziativa accolta dal Comune di Giardini Naxos, con il placet dato dall’Esecutivo del sindaco Nello Lo Turco, rappresenta un’importante presa di posizione che posiziona l’incantevole città naxiota – seconda stazione turistica siciliana – in linea con lo spirito di un’iniziativa lanciata dal vicepremier e capo della Lega, Matteo Salvini. Nella sua battaglia per l’ordine pubblico e la legalità, Salvini punta infatti sui vicini di casa e lo fa partendo da un ritorno al passato per dare una svolta al futuro in materia di sicurezza. Si riparte, insomma, dai tempi di qualche decennio fa in cui le Forze dell’Ordine sapevano tutto di tutti e i cittadini avevano un ruolo importante nel segnalare situazioni sospette o soggetti potenzialmente propensi a condotte illecite. L’obiettivo è quello di garantire “la convivenza ordinata e civile” nelle città, nella consapevolezza che accanto alle Forze dell’Ordine serve il lavoro attivo del cittadino. Che può segnalare situazioni anomale, pericoli e rischi nei quartieri che vive ogni giorno, favorendo l’intervento di Polizia e Carabinieri. Questo è il senso del progetto di legge lanciato dal partito di Matteo Salvini alla Camera. Un modo per riconoscere quei gruppi di controllo del vicinato che già sono presenti e molto attivi sul territorio, soprattutto in Nord Italia, e che sono nati dalla percezione di mancanza di sicurezza dei luoghi che abitano.

il vicepremier Matteo Salvini

Come negli Stati Uniti. La proposta legislativa della Lega di Salvini, in sostanza, vuole riconoscere a livello nazionale e promuovere il “fenomeno sociale del controllo di vicinato“, che ha la sua origine negli Stati Uniti e che affonda le radici nella nostra Penisola circa 10 anni fa, quando nel 2009 i primi gruppi italiani cominciano a coordinarsi tra loro, dando poi vita a un progetto comune e un’associazione nazionale. Questo perché, secondo gli autori del progetto che citano l’antropologa Jane Jacobs, “l’ordine pubblico nelle strade e sui marciapiedi della città non è mantenuto principalmente dalla polizia, per quanto questa possa essere necessaria: esso è mantenuto da una complessa e quasi inconscia rete di controlli spontanei e di norme accettate e fatte osservare dagli abitanti stessi”.

L’importanza di cooperare. Questo strumento di prevenzione si sostanzia in un “controllo informale della zona di residenza e nella cooperazione tra cittadini e istituzioni“. In altre parole, le persone saranno chiamate, come detto sopra, a prestare maggiore attenzione a tutto ciò che accade nel loro territorio, in modo da segnalare alle autorità eventuali “situazioni anomale che possono generare apprensione“, e informare gli altri cittadini su ciò che accade attorno a loro. L’obiettivo è rendere più controllata l’area di riferimento, fungendo da deterrente a possibili reati. Un’attività che però non deve essere confusa con le ronde, si legge nella proposta di legge, visto che non deve mai sostituirsi alle forze dell’ordine. Non sarà, ovviamente, il caso di Giardini Naxos ed è accaduto in altre parti d’Italia che i controlli informali si siano anche tradotte in forme di sorveglianza del territorio, un aspetto che a quanto pare non si può escludere del tutto. Questo perché il controllo di vicinato è un progetto libero: le persone si organizzano autonomamente e anche le loro modalità di operare possono essere diverse. L’importante è che, in qualsiasi caso, venga rispettata la legge e che non ci si sovrapponga a quanto compete esclusivamente alle Istituzioni preposte, rispettando pertanto il ruolo delle Forze dell’Ordine. Nessun far-west e se qualcuno, in definitiva, anziché limitarsi a dare un apporto pacifico al mantenimento dei livelli di sicurezza urbana, intenderà superare i limiti, lo farà a proprio rischio e pericolo, assumendosene poi la responsabilità nei confronti dello Stato.

il sindaco Nello Lo Turco e il vice Carmelo Giardina

Aumentare il senso di sicurezza. “Tra gli interventi ritenuti utili e idonei ad incrementare la sicurezza – spiega il vicesindaco di Giardini Naxos, Carmelo Giardina – c’è il progetto di “Controllo del vicinato”, che prevede concretamente un’attenta sorveglianza da parte dei cittadini in merito ai fatti che accadono nella propria zona di residenza, con la possibilità di segnalare fatti e circostanze sospetti alle Forze di Polizia. Si possono così prevenire furti e atti di vandalismo, aumentando il senso di sicurezza complessivo, anche a tutela dei soggetti deboli come minori e anziani, favorendo i rapporti di buon vicinato”. “L’Amministrazione comunale di Giardini sostiene e promuove il controllo del vicinato, come comunicato alla Prefettura di Messina. I cittadini svolgeranno un’azione di mera osservazione, segnalando attraverso i propri coordinatori alla Polizia locale, situazioni ed eventi attinenti la sicurezza urbana e il degrado sociale, astenendosi in ogni caso dall’assumere comportamenti incauti o imprudenti, che potrebbero determinare situazioni di pericolo per sé e per gli altri”.

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