il progetto del raddoppio ferroviario a Taormina

Il deposito di Rfi per i lavori della nuova linea ferroviaria non si farà a Trappitello. Lo ha stabilito il Consiglio comunale di Taormina, che ha deliberato lo spostamento dell’area di stoccaggio prevista dalle Ferrovie dello Stato in altro territorio. La decisione è arrivata con una mozione a firma congiunta dei consiglieri Antonio D’Aveni (opposizione) e Marcello Passalacqua (maggioranza), con un’intesa raggiunta, dunque, sull’argomento dalla minoranza e dall’Amministrazione comunale.

La svolta. Il deposito di smarino è stato al centro di polemiche per alcuni mesi, e se ne era discusso già lo scorso in Consiglio con un’audizione allora dei tecnici di Rfi-Italferr che avevano rassicurato sui relativi rischi del caso. La delibera con la quale il Consiglio ha approvato lo scorso dicembre il progetto per il raddoppio ferroviario comprendeva la previsione dell’area di stoccaggio a Calatabiano, ma in seguito su iniziativa dell’opposizione ed in particolare del consigliere D’Aveni era emerso che nelle planimetrie c’era un errore e che l’area localizzata a Calatabiano ricadeva, invece, su Taormina, a Trappitello, nei terreni del costruendo complesso ricettivo con annesso campo da golf.

La decisione. Il Consiglio comunale di Taormina ha ora deliberato “a modifica e integrazione” della delibera del 27 dicembre scorso di “eliminare le aree di stoccaggio e deposito temporaneo previsti negli elaborati” e che “il materiale di stoccaggio e deposito venga conferito fuori dal territorio di Taormina”. Si dispone, inoltre, di “inviare il tutto al commissario e ai referenti di progetto e a tutti i soggetti interessati, chiedendo anche una risposta urgente sul rischio sismico delle opere per il territorio di Taormina”. L’assemblea evidenzia proprio di aver “rilevato che l’area si trova non a Calatabiano ma a Taormina” e che per quanto concerne le attività di stoccaggio “durante gli scavi delle gallerie saranno utilizzati materiali chimici”.

Rischio sismico. “Sia la zona indicata che quella oggetto di scavo – si afferma nel documento esitato – sono considerate da Ingv nella mappa del rischio del 2016 come zona ad elevato rischio sismico, motivo per cui si attendono i pareri degli enti di competenza. Il materiale di scavo, inquinato dai prodotti chimici utilizzati, sarà depositato andando a rischiare di creare un danno ambientale e inquinamento in caso di piogge. Il Consiglio comunale – conclude la mozione – non può e non deve scegliere altre aree di privati cittadini sulle quali realizzare l’area di stoccaggio e deposito temporaneo, e una collocazione su qualsiasi terreno di privati creerebbe un danno ambientale a questi ultimi ed economico, esponendo il Comune a dei contenziosi”.

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