Teatro Antico e l'Hotel Timeo

La Sicilia è la regione che lo scorso anno ha registrato le migliori performance di crescita nel turismo, e nonostante tutti i problemi e le molteplici vicissitudini irrisolte che l’isola si trascina dietro ormai da parecchi anni, i flussi ricettivi crescono con Taormina che si conferma località trainante dell’industria turistica siciliana.

I dati Istat. A fare il punto della situazione è l’Istat, secondo i cui dati provvisori nel 2018, in Italia, si è registrato un aumento del flusso turistico pari a 428 milioni di presenze. In particolare gli arrivi degli stranieri sono aumentati del 3,3% e le presenze del 2,6%. Gli italiani hanno invece fatto registrare un incremento di 1,9% in termini di arrivi e di 1% per le presenze. Lo sorso anno ha visto anche il sorpasso della clientela internazionale su quella italiana (50,5% sul totale). Cinque le regioni in cui si concentra oltre la metà delle presenze di italiani e il 64,7% di quelle degli stranieri: il Veneto con uno share del 16,5% sul totale presenze, il Trentino Alto Adige con l’11,9%, la Toscana con il 10,9, l’Emilia Romagna con il 9,5% e la Lombardia con il 9,4.

La Sicilia avanza. Tuttavia è proprio la Sicilia, con un incremento di presenze italiane pari al 9,5% a conquistare lo scettro della regione migliore in termini di sviluppo, trainata da Taormina con oltre Un milione di pernottamenti nell’anno appena trascorso. Mentre le performance migliori per l’incoming internazionale sono state Sardegna (+10,4%), Puglia e Calabria (entrambe +9,3%). Secondo i dati registrati dall’Istat, tuttavia, il numero medio di notti trascorse negli esercizi ricettivi è pari a 3,39 notti: un dato in calo sia per la componente della clientela domestica (da 4,12 del 2005 a 3,32 del 2018), sia – in misura minore – per quella estera (3,89 nel 2005 e 3,46 nel 2018).

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