polemiche e dubbi sul progetto del raddoppio ferroviario

Il deposito di Rfi a Trappitello per i previsti lavori del raddoppio ferroviario che interesseranno la città di Taormina potrebbe essere allestito in un’altra area rispetto a quella già individuata. L’ipotesi è quella di un cambio in extremis con lo spostamento altrove del deposito previsto all’interno dei terreni dell’incompiuto campo da golf, anche alla luce del vespaio scatenatosi su questo fronte con la richiesta – avanzata dall’opposizione – di revoca della delibera che lo scorso dicembre ha detto sì al progetto delle Ferrovie dello Stato. E così si valuterebbe ora la fattibilità di una modifica su quella che dovrà essere la zona dove effettuare le attività di stoccaggio per i lavori a Trappitello.

Stoccaggio a Vareggio o altrove? Il deposito di smarino, già lo scorso marzo, aveva suscitato le prime perplessità da parte della minoranza che aveva allora palesato preoccupazione per eventuali rischi inerenti la vicinanza con i pozzi dell’acquedotto di contrada Santa Filomena. In quella occasione il Consiglio comunale bocciò però la prima richiesta di revoca proposta dall’opposizione nei riguardi della delibera sul raddoppio ferroviario. Adesso la questione sta interessando l’ubicazione della futura area di stoccaggio nei terreni del golf di contrada Vareggio, e allora sarebbero iniziate delle riflessioni. Un primo confronto c’è già stato lunedì scorso a Palazzo dei Giurati e un’altra riunione avverrà nei prossimi giorni, quasi certamente già in questa settimana. Rfi avrebbe aperto all’ipotesi di un’altra area alternativa a quella attuale, purché sempre vicina a dove si svolgeranno i lavori poiché si tratta di una condizione imprescindibile, sia per dinamiche tecniche che logistiche.

L’alternativa. Una prima soluzione che sarebbe emersa è quella di spostare il deposito in un terreno alle spalle delle Case popolari di Trappitello. Non ci sarebbe però al momento intesa su questa opportunità e l’opposizione avrebbe espresso contrarietà. Potrebbero essere presi in considerazioni altri spazi ma i margini di manovra sembrano pochi e abbastanza complessi, perché da quelle parti bisogna vedere quali terreno sarebbero disponibili tenendo conto che l’area di stoccaggio impegnerà il punto prescelto per un periodo di 8-9 anni, e la nuova linea ferroviaria – se il cantiere scatterà nel 2020 – dovrebbe essere pronta non prima del 2028.

La posizione di Italferr. “Il fatto di aver previsto l’area di stoccaggio nell’attuale zona – ha già evidenziato Italferr – deriva dal fatto che il materiale fratturato è quasi un fango e quindi non è trasportabile e non è possibile trovare un’area di cantiere lontana dall’imbocco della galleria. Il materiale va portato lì, altrimenti la fanghiglia potrebbe scendere giù dai camion. E’ una necessità: quegli impianti, quelle vasche stanno a ridosso dalla galleria. Li abbiamo anzi confinati quanto più a monte possibile, e rispetto alla falda ci siano spostati da 300 a 500 metri, nel punto più lontano possibile dal pozzo. C’è un’esigenza di lavoro e di cantiere. Il progetto prevede poi la demolizione delle vasche e il ripristino delle aree”.

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