il Tribunale di Milano

Avrà un nuovo capitolo la battaglia legale al Tribunale di Milano tra il Comune di Taormina e Banca Sistema Spa in una causa riguardante la contestazione alla casa municipale taorminese di non aver pagato alcune fatture sui consumi di energia. La vicenda è in atto ormai da cinque anni, da quando cioè con atto di citazione in opposizione ad un decreto ingiuntivo del 9 maggio 2014, il Comune di Taormina, rappresentato e difeso dall’avvocato Rosario Coppola, chiese l’annullamento e la revoca del decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Milano in favore di Banca Sistema Spa per un importo di Un milione 383 mila euro, oltre ad interessi e spese.

La sentenza di primo grado. Con sentenza di causa civile di primo grado, poi, del 12 settembre 2018, il Tribunale di Milano ha accolto l’opposizione del Comune di Taormina e allora ha revocato il decreto ingiuntivo opposto, accertando che il debito di parte opponente (tecnicamente “in dipendenza della cessione azionata”) è pari a 620 mila 872 euro, oltre ad interessi moratori dalla scadenza di singole fatture al saldo. Sempre il tribunale lombardo ha allora dato atto dell’avvenuto pagamento in corso di causa della somma di Un milione 231 mila euro da parte del Comune e ha condannato la società opposta alla restituzione di quanto corrisposto dal Comune di Taormina in eccesso rispetto al credito determinato.

Verso l’appello. Con quella stessa sentenza è stata condannata la parte opponente inoltre al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in 16 mila euro per compensi, oltre a rimborso spese, oltre Iva e Cpa come per legge. Ma il 12 marzo scorso Banca Sistema Spa ha notificato al legale del Comune di Taormina ricorso in appello contro la sentenza del settembre 2018, citando il Comune di Taormina a comparire stavolta alla Corte d’Appello di Milano, nell’udienza fissata per il 21 giugno prossimo. Così il Comune ha ravvisato subito la necessità di costituirsi in giudizio, per tutelare l’ente locale ed è stato conferito incarico all’avv. Coppola di difendere la casa municipale nella prosecuzione della causa che avrà a breve questo ulteriore atto.

La querelle sulle fatture. Banca Sistema Spa, quale cessionaria di Crediti di Enel Energia per fornitura di gas ed energia elettrica, in sostanza, ha lamentato una lunga serie di fatture non pagate, e per questo ha intentato un decreto ingiuntivo, che era stato ottenuto dalla banca sulla base dell’estratto autentico di scritture contabili da cui risultavano 127 fatture Enel Energia Spa emesse nel 2009 e scadenti nel medesimo anno, 4 fatture del 2011, e 654 fatture del 2012. Nel corso del giudizio era emerso un atto di cessione di 784 fatture operato da Enel Spa nel dicembre 2012 ed era stata concessa la provvisoria esecutività del decreto.

L’errore. Per il Comune vi era stata una errata applicazione dei piani tariffari e secondo la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Milano “deve ritenersi che l’importo delle fatture relative al periodo agosto 2012-dicembre 2012, emesse e poi cedute, non rappresentano l’ammontare del debito”, posto che gli atti prodotti dal Comune “avrebbero comportato se correttamente applicati, uno sconto del 60%”. Banca Sistema venne così “condannata alla restituzione di quanto pagato in eccesso dal Comune”. Ora si andrà in appello.

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