Renato Panvino

Quasi 4 milioni di telespettatori hanno seguito in tv mercoledì scorso, in prima serata su Rai1 “Duisburg – Linea di sangue”, il film che ha ripercorso la storia della ‘strage di Duisburg’, tragico episodio che il 15 agosto 2007, davanti a un ristorante italiano, ha visto il massacro in territorio tedesco di 6 ragazzi crivellati con 70 colpi di pistola dopo la festa per il 18esimo di uno di loro.

Sangue senza confini. Duisburg – Linea di sangue (3.680.000 spettatori pari al 16.6% di share) – con protagonista, nel ruolo del commissario Battaglia, Daniele Liotti che ha prestato il suo volto all’agente di polizia inviato in Germania per indagare sulla strage – ha raccontato la mattanza compiuta da affiliati alla ‘ndrina dei Nirta-Strangio, contro la ‘ndrina dei Pelle-Vottari, ultimo atto della faida di San Luca che imperversava tra i clan dal 1991. Cinque delle persone uccise erano originarie della provincia di Reggio Calabria, uno di loro era originario invece di Corigliano Calabro. La strage di Duisburg ha dimostrato come la criminalità organizzata (in questo caso la ‘Ndrangheta) riesca ad arrivare anche all’estero, dando vita ad una spietata scia di sangue senza confini.

Le indagini di Panvino. Ad assicurare alla giustizia mandanti e autori della strage di Duisburg furono allora le indagini svolte in collaborazione tra la Polizia italiana (Interpol di Roma, Questura di Reggio Calabria) e la polizia tedesca (Bundeskriminalamt). E quelle indagini, ancora adesso considerate un capolavoro per l’esito finale ma soprattutto per la complessità del contesto, videro protagonista l’ex dirigente del Commissariato di Taormina, Renato Panvino, a quel tempo dirigente della sezione Criminalità organizzata a Reggio Calabria. Panvino (che nei giorni corsi ha lasciato la carica di capo centro della Dia di Catania per diventare vicario del Questore di Nuoro) ha ricoperto delicati incarichi investigativi nella squadra mobile di Reggio e tra il 2007 e il 2011 la sua squadra ha assicurato alla giustizia oltre 40 latitanti, compresi i colpevoli dell’efferato fatto di cronaca avvenuto in terra tedesca.

l’arresto di Giovanni Strangio

La caccia ai colpevoli. La squadra di Panvino riuscì a rintracciare i colpevoli della strage al termine di una complessa indagine tra Germania, Italia, Svizzera e Belgio e il 12 marzo 2009 arrestò ad Amsterdam Giovanni Strangio, annoverato tra i 30 latitanti più ricercati dalle forze italiane. Giovanni Strangio era partito per la Germania l’8 agosto 2007, soggiornò quindi a Dusseldorf fino al giorno della strage di Duisburg. Finì in manette dopo una rocambolesca ma inutile fuga in Olanda, ad Amsterdam. Era armato di una pistola “calibro 9” e in una borsa nascondeva più di Un milione di euro in contanti. Strangio venne estradato, processato e condannato all’ergastolo in un processo blindato da un robusto compendio probatorio, frutto di una monumentale indagine condotta dagli investigatori di Reggio Calabria e dai Pm della Procura reggina in collaborazione con la polizia tedesca. Strangio, con sentenza definitiva emessa nel 2016 dalla Corte di Cassazione, è stato riconosciuto ideatore e autore della strage, e per questo gli è stato inflitto il massimo della pena.

L’arresto del boss Pelle. Sempre in quegli anni Panvino riuscì ad assicurare alla giustizia Antonio Pelle, boss mafioso della “ndrangheta” calabrese che si nascondeva in un bunker di Ardore, nelle campagne della Locride. La sezione criminalità organizzata, diretta da Panvino, fece in quel caso irruzione in un capannone metallico e con dei martelli pneumatici dovette scardinare un bunker supertecnologico dotato di sofisticati congegni con una botola telecomandata che portava al suo nascondiglio sotterraneo del malvivente. Pelle, capo dell’omonima cosca di San Luca, conosciuto anche come “la Mamma” e “U Vancheddu”, era ricercato dal 2007 ed era sfuggito agli arresti dell’operazione “Fehida”, all’indomani della strage di Duisburg. Per l’arresto di Pelle, l’allora Capo della Polizia, Antonio Manganelli, conferì nel 2011 a Renato Panvino un encomio.

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