Guardia-Costiera nelle acque di Isolabella

E’ attesa a breve, forse già nelle prossime ore, l’ufficialità sull’identità del cadavere ritrovato in mare il 13 luglio 2018 nelle acque di Isolabella e adesso identificato grazie all’esito dell’esame del Dna effettuato dal Ris di Messina nell’ambito di indagini effettuate dalla Guardia Costiera di Giardini Naxos. Non sembrano però esserci più dubbi e il corpo ritrovato nelle acque tra Taormina e Giardini Naxos e poi sepolto nel successivo settembre nel cimitero di Taormina, di cui sino ad ora non si conosceva il nome, è quello di un anziano e per l’esattezza un uomo caduto in mare nel 2017 durante una battuta di pesca.

La vittima. A quanto risulta, quindi, il corpo ritrovato appartiene al pescatore ripostese, 83enne, Santo Leonardi, disperso dalla notte tra il 15 e 16 settembre 2017 ad un miglio dall’area portuale di Riposto mentre, in compagnia di un’altra persona, un 57 acese che invece è riuscito a salvarsi, si trovava nella zona di mare denominata “la secca”.

Le ricerche di Leonardi. Vano si erano rivelate allora le ricerche dell’uomo da parte della Guardia Costiera di Catania, entrata in azione anche con un elicottero, mentre diverse unità navali scandagliarono lo specchio d’acqua in questione, e sempre in quelle drammatiche ore si erano attivati il Nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco e la Guardia di Finanza con il coordinamento della Capitaneria di Porto di Riposto. Era stato sentito il pescatore acese superstite per provare a individuare il punto esatto della tragedia, tuttavia le ricerche non avevano portato all’atteso ritrovamento di Leonardi. Il malcapitato era sceso in mare da Sant’Anna di Mascali, poi la scomparsa durante la battuta di pesca e un giallo adesso arrivato ad una triste svolta.

Il ritrovamento. Lo scorso luglio un cadavere in mare era stato avvistato ad Isolabella da un pescatore e poi fu recuperato dal Nucleo Subacquei dei Carabinieri di Messina. Quindi i Carabinieri del Ris di Messina hanno effettuato l’esame del dna. Al momento del ritrovamento il corpo della vittima era privo di testa, braccia e gambe, poiché era rimasto a lungo in mare, sino a ridursi nelle strazianti condizioni finali. La vittima era rimasta imbrigliata in un sacchetto da lancia, di nylon. Le correnti hanno trascinato quel corpo da Riposto sino alle acque di Taormina. Poi gli accertamenti e l’esame del dna che ha portato al riconoscimento. Ora si dovrà attendere l’autorizzazione del magistrato competente della Procura di Messina e poi il corpo, sin qui sepolto in via provvisoria a Taormina, verrà reso disponibile alla famiglia che potrà dare sepoltura al proprio caro nel proprio comune di residenza.

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