il cadavere trovato in mare

Dopo mesi di attesa, ha finalmente un nome il cadavere rinvenuto il 13 luglio 2018 nelle acque tra Taormina e Giardini Naxos e sepolto poi nel successivo settembre nel cimitero di Taormina, di cui sino a questo momento non si conosceva l’identità. I Carabinieri del Ris di Messina hanno, infatti, ultimato gli accertamenti sul dna estratto dai resti del corpo trovato in mare, al largo di Isolabella. Gli accertamenti scientifici hanno portato ad una svolta e in queste ore si dovrebbe così conoscere l’identità del malcapitato che è andato incontro ad un destino tragico. Si attende, in tal senso, il nulla osta del magistrato che ha diretto le indagini e nelle prossime ore verrà data comunicazione ufficiale sull’identità della vittima. Si tratta di un individuo di sesso maschile e a, a quanto pare, per l’esattezza di un anziano, scomparso nella riviera ionica, il corpo è stato poi restituito dal mare il 13 luglio 2018.

L’identità misteriosa. Gli accertamenti scientifici hanno richiesto un lungo periodo e sono arrivati di recente a conclusione. La Guardia Costiera di Giardini, diretta dal Comandante Cosimo Arizzi, a cui è stata affidata dalla Procura di Messina l’indagine, aveva già raccolto nei mesi scorsi un dossier dei casi potenzialmente ricollegabili all’identità del cadavere misterioso ma, per forza di cose, si è dovuto attendere di disporre delle risultanze dell’esame del dna e di quanto accertato dal medico legale. Il corpo era stato avvistato da un pescatore e poi recuperato dal Nucleo Subacquei dei Carabinieri di Messina. Degli sviluppi finali delle indagini è già stata informata la famiglia della vittima.

Salma già tumulata. La salma era stata tumulata nel camposanto di Via Porta Pasquale dopo l’autorizzazione concessa dalla Giunta di Taormina, che si è fatta carico delle spese (2 mila 650 euro) per dare “degna sepoltura” a questa sfortunata persona: ora il corpo torna ovviamente, nella piena disponibilità dei familiari, che potranno decidere di spostare il loro caro e quindi dargli definitiva sepoltura nel comune di origine della vittima.

Le indagini. La Guardia Costiera di Giardini, mentre attendeva l’esito dell’esame del dna, ha valutato diversi casi di scomparsa e l’eventuale correlazione con questa vicenda. L’attenzione inizialmente si era concentrata sul caso di due 38enni scomparsi il 23 dicembre 2016 ad Acitrezza, ma purtroppo non si trattava di questi giovani: tra i vari casi è stato preso poi in considerazione quello della scomparsa di un pescatore 83enne sceso in mare all’alba del 15 settembre 2017 da Sant’Anna di Mascali e naufragato poi a circa un miglio dal porto di Riposto. Il giallo del cadavere in mare trovato a Taormina ha acceso in questi mesi la speranza di diverse famiglie che hanno perso i loro cari per tragedie avvenute in mare, ed avevano sperato pure i familiari di scomparsi nelle più lontane zone delle Eolie e della Calabria, poiché capita che a volte il mare trascina i corpi sino ad alcun tratti assai più distanti dal punto dove avviene il fatto.

Il ritrovamento. Le indagini sono state, comunque, complesse perché la salma risultava priva di testa, braccia e gambe nel momento in cui venne avvistata ad Isolabella e fu poi recuperata nelle acque del porticciolo Saia a Giardini. Il cadavere privo di testa, braccia e gambe è rimasto a lungo in mare, in balia dei pesci sino a ridursi nelle strazianti condizioni in cui si è verificato il ritrovamento. La vittima era rimasta imbrigliato in un sacchetto da lancia, di nylon. Non si può nemmeno escludere che il tronco fosse finito sui fondali e che in seguito sia rimasto forse imbrigliato nella rete di qualche pescatore, riemergendo sino all’avvenuto ritrovamento.

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