il furgone dato alle fiamme in Via Arancio

Le Forze dell’Ordine alzano il livello di guardia su Trappitello dopo l’inquietante susseguirsi di episodi di criminalità che hanno interessato di recente la popolosa cittadina taorminese. Alle 4 di notte tra il 23 e 24 aprile scorso era stato dato alle fiamme un furgone Fiat Doblò Maxi in Via Arancio, davanti alla sede di un’impresa di produzione e vendita al dettaglio e ingrosso di gas in bombole. Poi lunedì scorso alle ore 13.30 quattro malviventi hanno tentato di assaltare l’ufficio postale di Via Francavilla, nel pieno centro di Trappitello. A questi due episodi si aggiungono ulteriori fenomeni come lo spaccio di stupefacenti, con alcuni pusher già finiti nella rete delle Forze dell’Ordine.

Presidio congiunto. Per questo il Commissariato della Polizia di Stato di Taormina e i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno deciso di intensificare i servizi di presidio del territorio e dalle scorse ore sono stati avviati dei controlli interforze su tutto il territorio di Trappitello. Il vicequestore Fabio Ettaro e il Comandante dei Cc, Arcangelo Maiello hanno disposto una serie di controlli stringenti, in atto in queste ore a tappeto, per arginare l’escalation di atti criminali che minacciano la quiete di Trappitello. Gli agenti della Ps e i militari dell’Arma hanno intensificato la presenza a fronte di una sequenza di raid che forse non hanno alcun legame specifico tra loro ma che potrebbero portare comunque nella direzione di un tentativo da parte di soggetti provenienti dall’etneo di radicarsi nella più popolosa area decentrata della località ionica.

L’incendio in Via Arancio. I Carabinieri stanno attendendo i risultati degli accertamenti scientifici in corso al Ris di Messina su alcuni reperti dell’atto esplosivo compiuto in Via Arancio, quando venne incendiato il Fiat Doblò Maxi e qui l’attenzione si starebbe concentrando sul finto ordigno, una bottiglia di plastica che era posizionata proprio davanti al cancello di ingresso della ditta. Si trattava di una bottiglia vuota con un cilindro e dei cavi elettrici, legati da nastro isolante. I Ris stanno esaminando sia la bottiglia che il cilindro posizionato nella parte superiore della stessa, e potrebbero così emergere delle impronte con il dna di qualche malvivente.

La matrice etnea. Il proprietario del deposito di Via Arancio, nella sua denuncia, ha dichiarato di non aver ricevuto minacce o tentativi di estorsione ma l’attenzione degli inquirenti si starebbe concentrando sugli ambienti dell’etneo. I Carabinieri cercano anche delle impronte sulla Fiat Punto abbandonata dai quattro malviventi che lunedì scorso hanno tentato di rapinare l’Ufficio postale e che poi non riuscendo ad entrare nell’edificio si sono dati alla fuga. L’auto risulta rubata a Giardini ed è stata rinvenuta in prossimità del cimitero. Anche in questo caso potrebbe essersi trattato di delinquenti “in trasferta” e analoga attenzione è rivolta all’hinterland catanese.

Il furto del porter. Infine, ai piedi dell’Etna, portano anche le indagini della Polizia su un furto avvenuto non a Trappitello ma a Taormina centro, per quanto riguarda un furgone porter della ditta di raccolta rifiuti, portato via la notte del 29 aprile scorso dal deposito di contrada Sant’Antonio e poi ritrovato la mattinata successiva nella zona di Catania.

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