la torretta principale del Parco Trevelyan

“Di recente si è proposta la costituzione di un tavolo tecnico al fine di redigere uno studio storico e tecnico del parco Trevelyan, con l’intento di elaborare un progetto di recupero della villa comunale di Taormina. Purtroppo nel verificare le documentazioni catastali esistenti, mi sono reso conto che le stesse non corrispondono alla realtà dei luoghi perché non sono state aggiornate”. Lo afferma l’agronomo Daniel Carnabuci sulle prospettive di riqualificazione del Parco Florence Trevelyan di Taormina. “Planimetrie e mappe – spiega Carnabuci – non riportano le riduzioni di superficie, la demolizione di fabbricati,le aperture su suolo pubblico e nemmeno le attività da reddito sorte nel frattempo, o l’utilizzo improprio di parte del suolo pubblico che sono avvenuti nel corso dell’ultimo secolo. Queste difformità riguardano soprattutto l’area prospiciente la via Roma, dove nel secolo scorso sono state apportate delle modifiche sostanziali”.

Le differenze. “Si avrà di una riduzione di superficie con l’arretramento della parte frontale del parco e la rimodulazione dell’entrata – continua Carnabuci -, che comporterà l’abbattimento di un fabbricato attinente al parco probabilmente adibito a deposito. L’edicola religiosa donata alla città nel 1908 da Miss Mabel Hill, posta ad angolo del’ belvedere , sarà ricollocata nella piazzetta sottostante. L’area sottratta al giardino costituisce oggi un area di parcheggio e un terrazzo concesso a un’attività ristorativa. Verranno inoltre realizzati i tre campi da tennis, che saranno “accorpati” alla particella corrispondente al fabbricato in uso al Taormina tennis club che ad oggi, al catasto, risultano ancora con destinazione da definire. L’intera struttura, sulla carta, fa ancora parte del parco originario. La vicenda più curiosa riguarda invece il vico dei Ginnasiarchi, che stando alla mappa collegherebbe ancora la via Bagnoli Croci con via Roma mentre allo stato attuale risulta cieco. Ai tempi di Mis Trevelyan sicuramente il vico non era presente, questo venne costruito solo dopo l’esproprio”.

Altre difformità. “Ho rilevato inoltre una grande difformità – evidenzia in particolare Carnabuci – tra i dati catastali,la realtà dei luoghi e “Il giardino come labirinto della storia” ,la relazione redatta nel 1984 dai docenti della facoltà di Architettura di Reggio Calabria in collaborazione con l’allora vice Sindaco Eugenio Raneri e il responsabile del Piano regolatore generale di Taormina. Tale relazione, oltre a riportare dati catastali inesatti dichiara incautamente che “…nessuna trasformazione è stata eseguita all’impianto originario”, inciampando pure in errori di valutazione abbastanza grossolani che la rendono pertanto priva di qualsiasi valore tecnico. Il fatto che queste difformità siano state riportate più volte in altri studi mi lascia perplesso. In definitiva,data la mancanza di dati e documenti attendibili ritengo che allo stato attuale qualunque tentativo di redigere un progetto qualificato di recupero del parco sia vano,tanto meno un restauro conservativo: un tavolo tecnico, a differenza di un social, presuppone documenti attendibile di cui discutere”.

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