Isolabella

La stagione turistica è ormai alle porte, Taormina si prepara all’invasione dei visitatori “mordi e fuggi” e Legambiente chiede maggiore rispetto e più sicurezza nella Riserva Naturale di Isolabella ed in particolare nello specchio d’acqua antistante l’oasi. Una nota è stata trasmessa dalla presidente del Circolo Taormina-Valle Alcantara di Legambiente all’Assessorato al Territorio ed Ambiente, alla Capitaneria di porto e al Comune di Taormina in merito alla “gravosa situazione di sovraffollamento della zona balneare di Isola Bella, sottoposto con apposita ordinanza del 2001, emessa dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione-Capitaneria di porto di Messina, alla disciplina delle aree demaniali marittime durante i mesi estivi, luglio e agosto”.

Controlli e sanzioni. “Già nel 2018 – scrive Noessing – avevamo chiesto una maggiore attività di vigilanza e una attività sanzionatoria che induca all’osservanza degli articoli dell’Ordinanza n.46/2001 da parte dei visitatori dell’area in questione, e nello specifico che il suddetto regolamento, venga esposto in modo facilmente fruibile da tutti i visitatori, all’entrata della pre-riserva, all’interno della riserva e all’interno delle attività commerciali che operano nella riserva nonché all’entrata di Isolabella, e che venga tutelato l’ingresso all’area denominata Grotta Azzurra, impedendone l’ingresso a mezzi a motore, con barriere non valicabili, compatibili con l’area a tutela ambientale. Abbiamo anche chiesto una revisione delle licenze delle attività operanti nell’area, in modo da verificarne i requisiti, se compatibili con attività operanti in area a tutela ambientale, scarichi fognari, smaltimento rifiuti, certificazioni ambientali, superficie di suolo occupata, rispetto dei passaggi, ed il censimento e la mappatura del verde presente nell’area e di verificare quale sia l’attività di tutela e incremento del verde operata dagli enti preposti e dai privati”.

Plastic free. “Il 27 febbraio scorso – aggiunge Noessing – il Comune di Taormina risulta essersi dotato di un ordinanza denominata “Plastic free”, in vigore dal prossimo 1 giugno e, si ritiene quindi che tutte le attività di commercio in ambito balneare debbano prenderne atto e adeguarvisi e che gli enti preposti sono quindi tenuti al controllo dell’adempimento di tale ordinanza. Vogliamo sottolineare come un’assenza di risposta da parte degli enti preposti a distanza di un anno dall’ultima stagione balneare risulterebbe: una mancanza di adesione alle regole disciplinari alle quali si fa riferimento, un’assenza di controllo del territorio da parte dei medesimi organi ed anche una mancata cura del valore del territorio menzionato da parte di organi preposti proprio alla salvaguardia del valore storico, paesaggistico e ambientale”.

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