una protesta della Fisascat Cisl

“Il governo prevede che dalle stime finali di spesa sul Reddito di Cittadinanza rimarrà una cospicua somma ancora a disposizione in Bilancio? Bene, allora non esiti a destinarla ai lavoratori stagionali del turismo, commercio e servizi che nei mesi invernali sono costretti alla “fame” insieme alle loro famiglie e ai quali il governo ha negato anche l’aumento della Naspi e quindi delle attuali mensilità di indennità di disoccupazione”. Il duro monito all’indirizzo dell’Esecutivo arriva dalla Fisascat Cisl Sicilia, attraverso le parole del segretario regionale aggiunto Pancrazio Di Leo.

La situazione. Le tabelle del servizio Bilancio della Camera nel dossier tecnico dedicato al decretone su quota 100 e reddito di cittadinanza hanno calcolato ad inizio marzo in 323 milioni il “residuo disponibile” del fondo da 7,1 miliardi intestato alla misura bandiera del Movimento Cinque Stelle. La stima iniziale era basata sull’ipotesi di un’adesione quasi piena dei potenziali aventi diritto, in una platea che era stata già tagliata del 10% quando è stata scritta la legge di bilancio. L’andamento reale delle domande mostra però che a meno di improbabili colpi di coda il bacino d’utenza reale sarà ancora più ristretto. Al punto che lo stesso vicepremier Luigi Di Maio riconosce che “sicuramente avanzeremo qualche centinaio di milioni”. Quanti? Le stime tecniche più aggiornate parlano di 700-850 milioni di euro per il 2019. E il contatore potrebbe salire ancora se il ritmo di adesione non aumentasse in modo percepibile.

La proposta. E sulla questione interviene la Fisascat Cisl: “Tenuto conto che alla fine la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza sarà decisamente molto più ristretta rispetto alle previsioni iniziali – evidenzia Di Leo -, con i fondi residui del RdC si può dare un sostegno concreto e quel segnale di attenzione sinora totalmente negato ai lavoratori stagionali del comparto turismo, commercio e servizi”. “I lavoratori hanno già terminato la Naspi da due mesi – ha ribadito Di Leo -. Il loro è un dramma silenzioso di cui nessuno parla e che non può continuare ad essere ignorato. Il Governo nazionale, come pure quello regionale, ha lasciato da soli i lavoratori e questo vale per Taormina e l’hinterland, che è il primo polo turistico siciliano e tra i primi in assoluto del Sud, e lo stesso discorso vale per tutta la Sicilia ed il resto d’Italia. Adesso vogliamo capire che fine faranno questi fondi residui del RdC e se ancora una volta gli stagionali verranno snobbati, sacrificati sull’altare delle solite promesse elettorali o di altre dubbie scelte”.

Verso l’estero. “Molti lavoratori, maltrattati da un Governo che ha detto no alle richieste di aumento della Naspi – ha reso noto proprio Di Leo nei giorni scorsi -, ci hanno già comunicato che alla scadenza del prossimo contratto stagionale andranno all’estero perché non hanno alcuna prospettiva per far sopravvivere le proprie famiglie poi da novembre sino alla primavera successiva. Si va verso un ritorno al passato, a quello che accadeva 40 anni”.

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