il consigliere Antonio D'Aveni

“Il Consorzio Rete Fognante non è un porto delle nebbie. L’attuale Amministrazione comunale di Taormina fa le solite allusioni, e come le ha fatte sui revisori dei conti e sulla precedente segretaria generale del Comune, ora le ha fatte sulle precedenti presidenze della Rete Fognante. Ormai ci siamo abituati a queste allusioni che non portano da nessuna parte e non hanno alcun fondamento”. Lo afferma il consigliere di opposizione Antonio D’Aveni.

Questione di fiducia. “I complottismi  – afferma D’Aveni – mettiamoli da parte e cerchiamo di risolvere i problemi. Il Consorzio è stato presieduto e gestito da persone nominate dai sindaci, ovvero Saro Carpita, Pippo Manuli, Andrea Raneri, Bruno De Vita, allora indicati da vari gruppi politici integrati nelle Giunte dei vari sindaci Mauro Passalacqua, Eligio Giardina e Mario Bolognari. Non esiste nessun porto delle nebbie. Avevo e ho fiducia nei presidenti che hanno guidato il Consorzio. A Bonaffini non è stato nemmeno consentito di lavorare, è stato sacrificato e non è stato difeso, ci si è piegati alla volontà degli altri Comuni. Se adesso gli si riconosce di aver fatto un percorso virtuoso, perché è stato rimosso? La realtà è che non è stata data fiducia all’ormai ex presidente del Consorzio. Ho rispetto e affetto per l’attuale presidente Mauro Passalacqua ma poteva essere nominato un manager, ad esempio il consigliere comunale Giuseppe Sterrantino. Non vorrei che si sia trattato di un tentativo di bruciare una eventuale ricandidatura a sindaco proprio di Passalacqua”.

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