la sala impianti elettrici del PalaCongressi di Taormina

Si riparte da zero a Palazzo dei Giurati sul futuro del Palacongressi di Taormina e si allungano i tempi per la stesura del bando di gara che dovrà portare all’affidamento a privati della struttura di piazza Vittorio Emanuele. L’Amministrazione ha intenzione, infatti, di procedere alla stesura di una nuova proposta di gara rispetto all’atto di indirizzo che era stato annunciato il 7 febbraio scorso dall’allora assessore al Patrimonio, Giuseppe Caltabiano, che qualche settimana più tardi ha poi dato le dimissioni.

Verso un cambio di rotta. L’atto di indirizzo che aveva segnato “l’avvio delle procedure per l’affidamento a soggetti terzi dell’attività di promozione congressuale” non ha trovato, in sostanza, condivisione d’intenti da parte della maggioranza di governo. E anche il sindaco Mario Bolognari vuole puntare su una nuova proposta da redigere quanto prima. La bozza di delibera predisposta dall’assessore per essere portata in commissione consiliare e quindi posta in votazione in Consiglio comunale, non arriverà insomma in aula e non vedrà la luce, lasciando spazio ad una rielaborazione che potrebbe scattare a breve.

La previsione dei 3 anni. A non convincere sono stati gli aspetti riguardanti il canone di locazione per il quale si ipotizzava “un minimo garantito annuale per il Comune non inferiore a 70 mila euro” ma soprattutto il periodo di gestione che veniva ipotizzato in “3 anni con possibilità di rinnovo per ulteriori 3”. Anche dagli operatori economici erano arrivati malumori sui 3 anni di gestione, ritenuti troppo pochi sia dagli albergatori che dai commercianti per attrarre importanti privati in grado di rilanciare il complesso ristrutturato nel 2017.

Gli altri costi. Gli oneri a carico del gestore della struttura saranno non indifferenti anche perché dovrà, inoltre, intestarsi poi le utenze, pagare la Tari, mantenere gli impianti (ascensori, antincendio, elettrici, idrici) e farsi carico della manutenzione ordinaria annuale dell’immobile nonché di arredi, impianti e attrezzature. L’offerta economica aveva previsto pure una percentuale sugli incassi degli eventi di almeno del 10% da riconoscere al Comune.

Il rebus dei lavori. Ma c’è soprattutto da tenere conto che chiunque subentrerà al Comune nella conduzione del palazzo dovrà avere tempo e modo di intervenire per eseguire gli ulteriori lavori di adeguamento e messa a norma a completamento di quanto a suo tempo realizzato prima e dopo il G7. I 4 milioni e 300 mila euro stanziati allora dal Governo italiano non sono bastati a risolvere tutti i problemi, in particolare per poter fare adesso spettacoli al palazzo, ed ecco perchè il futuro gestore dovrà mettere mano al portafoglio con almeno 400 mila euro di lavori, o forse anche di più perché ad oggi non si sa bene quanto servirà per risolvere i residui problemi del palazzo.

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