il Pronto Soccorso di Taormina

Alle porte della stagione turistica che moltiplicherà le presenze in zona, il Pronto Soccorso dell’ospedale San Vincenzo di Taormina già si prepara al solito tour de force di ogni anno e quando sono trascorsi i primi tre mesi dell’anno si contano già oltre 6 mila accessi nel reparto di contrada Sirina. I numeri sono destinati a crescere, in questi giorni si registra già una media di 80 accessi giornalieri e il tutto è in linea con il dato poi complessivo che a fine anno ha fatto registrare sia nel 2017 che nel 2018 circa 26 mila accessi annuali.

Aspettando i rinforzi. L’aspettativa dei cittadini, e degli addetti ai lavori, è che adesso possa finalmente arrivare l’incremento intanto del personale a disposizione per fronteggiare le tante richieste di assistenza quotidiana. C’è bisogno di rinforzi, sia di medici che infermieri, per potenziare al più presto l’organico che sin qui è costretto a districarsi tra le tante emergenze che ad ogni momento si registrano in reparto. Un’esigenza, per altro, strettamente connessa all’impegno di recente preso dall’Asp Messina, che si è detta pronta ad attivare i protocolli per ridurre le attese per i ricoveri nei pronto soccorso della provincia.

Le lunghe attese. Martedì scorso, quando in pieno pomeriggio in reparto c’erano già diverse persone in attesa, nel frattempo sono arrivati i feriti dell’incidente avvenuto in A18 a Giardini, che ovviamente in questi casi hanno priorità. Di conseguenza, poi, anche in casi del genere si allungano proprio i tempi di attesa per la gente e si possono verificare momenti di nervosismo o vere e proprie aggressioni al personale medico e agli infermieri. Per fortuna il sistema di telecamere installato in reparto sta rappresentando un valido deterrente ma, come detto, il Pronto Soccorso di Taormina resta punto di approdo per tutta la vasta utenza che arriva qui dalla cintura etnea, dei paesi rimasti privi del presidio di Giarre.

Potenziare l’Obi. E c’è anche la necessità di affrontare un altro problema, che è quello del necessario potenziamento anche del personale per la Obi, l’Osservazione Breve intensiva, area strettamente connessa a quella di Pronto Soccorso e successiva a un accesso di pronto soccorso, che ha scopi prevalenti di osservazione/monitoraggio del paziente e trattamento di quadri clinici di moderata complessità, per tempi non superiori alle 30 ore. Serve, insomma, una svolta per non dover rivivere le estati “torride” caratterizzate da lunghe attese e frequenti momenti di tensione.

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