Grand Hotel Timeo di Taormina

Lvmh, il colosso francese che ha da poco acquistato la proprietà degli hotel Timeo e Villa Sant’Andrea a Taormina potrebbe presto correre in Borsa. Questa la conclusione alla quale è giunta Credit Suisse, dopo avare analizzato i like su Instagram dei principali marchi della moda. La banca elvetica, per contro, consiglia cautela su Burberry’s e Kering, sebbene nel caso di quest’ultima il marchio Gucci continuerà a registrare anche nel 2019 la crescita più robusta tra i big del fashion.

Azioni overweight. Gli analisti della banca svizzera – come evidenziata da Il Sole 24 Ore – hanno tracciato le previsioni sulle vendite dell’anno in funzione dei «likes» incassati su Instagram dai diversi gruppi. In particolare, hanno messo in conto per Lvmh un progresso delle vendite organiche del 10% per tutto il 2019 e del 14% nel solo primo trimestre. Gli esperti hanno consigliato un overweight sulle azioni di Lvmh, calcolando un target a 350 euro. Invece raccomandano cautela (Neutral) sia su Kering (con target di prezzo a 500 euro), sia su Burberry’s (target a 1.950 pence). Il gruppo transalpino ha infatti registrato un rallentamento dei “mi piace” sull’account di Gucci, mentre Burberry’s paga dazio a una strategia non ben definita e al calo dei ‘likes’ registrato dopo l’ingresso dello stilista, Riccardo Tisci, al posto di Christopher Bailey.

La strategia. Per l’istituto Lvmh a breve beneficerà dell’effetto di Virgil Abloh, lo stilista nominato l’anno scorso responsabile delle collezioni maschili di Louis Vuitton, che ha 3,7 milioni di follower su Instagram, anche grazie al suo ruolo di dj. Per adesso, comunque, l’impatto sulle vendite è limitato. Ad ogni modo, tenendo conto delle foto postate su Instagram durante le recenti sfilate per la presentazione delle collezioni maschili per il prossimo autunno-inverno, i ‘likes’ sono saliti dell’11% rispetto alle sfilate dello scorso settembre e del 16% rispetto alle sfilate dell’anno scorso (quest’ultime non disegnate da Abloh). Per altro ha incassato successo, sempre come likes, anche l’ultima sfilata femminile del marchio Loius Vuitton disegnata da Nicolas Ghesquieres (+16% rispetto alla sfilata di settembre e +6% rispetto a un anno fa). Del gruppo ha inoltre fatto il pieno anche la collezione di Dior di Maria Grazia Chiuri, marchio che dall’anno scorso è inglobato dentro il colosso della moda: +18% di “like” su settembre e +35% rispetto a un anno fa. Tra l’altro, ha sottolineato la banca svizzera, questi numeri sono stati registrati in un contesto in cui la propensione al ‘mi piace’ sta diminuendo, visto che i follower esperti tendono a mettere meno ‘likes’ e tendono inoltre a essere più selettivi. In generale, ad esempio, i ‘likes’ incassati dalle ultime sfilate sono calati del 15% rispetto all’anno scorse, sebbene siano saliti i followers.

L’analisi dei like. Credit Suisse – sempre come riportato da Il Sole 24 Ore – si è dichiarata positiva sull’andamento delle vendite di Kering, che grazie alla sua Gucci rimarrà la prima della classe anche nel 2019, dopo la volata di vendite registrata a partire dal 2016 grazie al cambio di rotta deciso dal ceo, Marco Bizzarri, e dal creativo Alessandro Michele. In particolare il marchio fiorentino dovrebbe registrare un rialzo dei ricavi, su base organica, del 13% nell’intero anno e del 21% nel solo primo trimestre. Il marchio della doppia G, però, sta accusando un calo dei “like”: durante le ultime sfilate per la presentazione delle collezioni per il prossimo autunno inverno hanno registrato un calo del 24% rispetto a quelli della sfilata per la primavera-estate e del 48% rispetto a un anno fa. “Questo probabilmente riflette una certa standardizzazione del marchio, dopo un periodo di forte consumo”, hanno spiegato gli esperti di Credit Suisse, che inoltre puntano l’indice sulla concorrenza con la quale dovrà fare i conti Gucci. Infine gli esperti sono prudenti su Burberry’s, dal momento che la sfilata di Riccardo Tisci ha registrato un calo del 30% dei ‘Mi piace’ rispetto alla sua sfilata di Bailey dell’anno scorso. E un calo del 40% rispetto alle sfilate dello scorso autunno. Crediti Suisse sottolinea che Tisci è stato chiamato dalla casa di moda per attrarre i clienti più giovani, ma alla fine, a giudicare dalle collezioni presentate, non c’e’ stato un vero e proprio cambio di rotta della strategia come negli anni passati ha fatto Gucci. Così, senza un messaggio chiaro per il cliente, Credit Suisse immagina che le vendite faticheranno a decollare, tanto più che i capi disegnati al 100% da Tisci andranno a regime al 100% solo nel 2020.

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