il vicepremier Luigi Di Maio

Dopo una lunga attesa che si protraeva da diversi mesi, finisce con un “lieto fine” la querelle sul Decreto dignità all’Asm. La “fumata bianca” è arrivata ieri mattina: la riforma entrata in vigore di recente ad opera del Governo nazionale non verrà applicata all’Azienda Servizi Municipalizzati e in questo modo cadono, quindi, i paletti che sino a questo momento stavano lasciando a casa diversi lavoratori stagionali che, con le loro famiglie, vivono ogni anno anche e soprattutto dell’impiego per alcuni mesi nell’ambito delle strutture gestite dall’ente di contrada Lumbi. La svolta è maturata ieri mattina a conclusione di un’apposita riunione della Prima Commissione Consiliare, svoltasi alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori e della ditta che si occupa della somministrazione di lavoro interinale all’Asm.

Il parere del segretario. “Abbiamo fatto nostro il parere del segretario – spiega il presidente della Prima Commissione, Brocato – e lo abbiamo trasmesso al liquidatore di Asm, il Comandante Agostino Pappalardo, affinchè ne prenda atto e possa procedere con gli atti consequenziali. Il parere del segretario generale pone, in pratica, l’azienda nella condizione di non dover applicare il Decreto dignità e quindi verranno meno quei paletti che sin qui sussistevano nei confronti dei lavoratori”. “Va detto – rimarca Brocato – che abbiamo affrontato il caso in modo abbastanza rapido, i tempi erano stretti e la stagione turistica sta per partire, pertanto vi è la necessità di manodopera in azienda”. Il presidente ha anche evidenziato che “il parere di Bartolotta era un atto riservato inviato solo ai membri della Commissione”.

Liberi tutti. A questo punto non ci sarà fattore ostativo sulle assunzioni stagionali e per quanto riguarda gli interinali potrà essere superato il “muro” dei 24 mesi, attuale limite massimo di impiego continuativo in azienda, consentendo ai lavoratori con contratto a tempo determinato di poter tornare a prestare servizio all’Asm. Il problema interessava numerose persone che da anni, come detto, vivono con un impiego di alcuni mesi in Asm e alle quali nel caso specifico il Decreto dignità ha rischiato di infliggere un duro colpo.

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