il consigliere Antonio D'Aveni

“Rfi non ha dato quelle rassicurazioni che volevamo e che erano dovute ai cittadini di Trappitello. L’area di stoccaggio non può essere quella attualmente individuata, abbiamo detto con chiarezza che potrebbe esserci un pericolo per l’acquedotto. C’è un innegabile rischio ambientale, se le Ferrovie dello Stato vogliono dialogare allora trovino un’altra area. Il nostro monito è rimasto inascoltato, a questo punto comunicherò la situazione alla Procura”. Lo afferma il consigliere di opposizione Antonio D’Aveni che conferma le preoccupazioni della minoranza sulla previsione del deposito dei materiali di scavo per la futura linea ferroviaria a Trappitello.

Nessuna rassicurazione. “Le rassicurazioni stanno a zero – afferma D’Aveni -. Noi dobbiamo guardare all’interesse di Taormina. Bisogna tutelare la città dal rischio di quell’area dove Rfi ha individuato a Trappitello il deposito dei materiali di scavo e che non conosciamo nemmeno a chi appartenga e se dovrà essere espropriata. La stazione a Taormina è stata scelta per un ragionamento economico, perché Rfi può averne un importante ritorno e sa che Taormina è un luogo strategico ma una soluzione va trovata e serve dialogo. La battaglia noi la faremo fino in fondo e personalmente darò battaglia, anche a costo di essere bandito dalle Ferrovie dello Stato da tutti i treni d’Italia. Quell’area di stoccaggio va cambiata senza se e senza ma. Se si dovesse arrecare un danno all’acquedotto di Trappitello poi cosa accadrà? La delibera di approvazione del progetto andava revocata e votata nuovamente con delle prescrizioni a tutela e salvaguardia dei cittadini. Non si può sempre avere fretta, soprattutto in una questione così importante”

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