l'ispettore Giuseppe Cacopardo

Archiviata la posizione dei cinque operatori della Polizia locale di Taormina, che erano stati indagati nell’ambito della vicenda riguardante l’aggressione subita dall’ispettore di Polizia locale, Giuseppe Cacopardo, ad opera di un 37enne Giardini Naxos. Tra gli indagati c’era anche la vittima, l’ispettore Cacopardo, a seguito di un esposto presentato proprio dal suo aggressore. Non ci sarà, dunque, rinvio a giudizio per l’ispettore Giuseppe Cacopardo e per i suoi colleghi Nino Raneri e Alfio Barca, che erano indagati per violenza privata, e nemmeno per l’ispettore Eugenio Longo e per il vicecomandante Daniele Lo Presti, che erano accusati di falso ideologico.

L’arresto e le indagini. L’aggressore, a seguito di ordinanza di custodia cautelare, è stato arrestato lo scorso ottobre con le accuse di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, calunnia, detenzione e porto abusivo di arma bianca, ed è attualmente in regime di custodia cautelare per il fatto avvenuto il 14 maggio 2018. Sul caso hanno indagato la Polizia locale e i Carabinieri di Taormina. Cacopardo, nella circostanza, venne minacciato con un coltello a serramanico e contro di lui lanciato un bicchiere di vetro in viso, che gli ha causato delle lesioni e un danno permanente del vitreo con riduzione del visus. Inoltre gli vennero sferrati due pugni, di cui uno alla nuca e uno all’occhio sinistro.

Le accuse alla Polizia locale. Al 37enne di Giardini è stato contestato anche il reato di calunnia, poiché come riscontrato nelle indagini dei Carabinieri, l’uomo al fine secondo gli inquirenti di assicurarsi l’impunità, con denuncia depositata presso la Procura della Repubblica di Messina, aveva incolpato: il vicecomandante della Polizia locale Lo Presti e l’ispettore Eugenio Longo, del reato di cui all’art. 479 c.p., ovvero falso ideologico, e gli ispettori Giuseppe Cacopardo, Nino Raneri e Alfio Barca, accusandoli del reato di cui all’art. 610 c.p. ovvero violenza privata. Il difensore del 37enne di Giardini si era, quindi, opposto alla richiesta di archiviazione della denuncia presentata dall’uomo verso il personale della Polizia locale. Adesso è arrivato il decreto di archiviazione, emesso dal gip dott.ssa Finocchiaro, che ha stralciato la posizione dei cinque operanti di Polizia locale, che erano comparsi in udienza alla presenza dei propri legali.

Le indagini. I Carabinieri, sulla base degli accertamenti della Polizia locale, hanno ricostruito la dinamica dell’aggressione e il movente, ravvisando che nella denuncia-querela sporta dall’indagato pochi giorni dopo l’accaduto, era stata fornita una versione dei fatti smentita dalle risultanze emerse con l’attività investigativa. Il vicecomandante della Polizia locale, Lo Presti, si era occupato dell’attività investigativa e probatoria (acquisizione immagini, sequestro cocci di vetro del bicchiere scagliato contro il volto dell’ispettore Cacopardo nonché individuazione del coltello serramanico usato ai fini della minaccia) che si è rilevata poi fondamentale per l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare decisa dal Gip lo scorso ottobre. Nella causa contro l’aggressore di Caopardo, la cui prossima udienza avrà luogo il 19 aprile, si sono costituiti parte civile il Comune di Taormina, il vicecomandante Lo Presti e proprio l’ispettore Cacopardo, che a seguito dell’aggressione ha subito un danno permanente con la perdita del 50% della vista da un occhio.

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