il sindaco di Taormina, Mario Bolognari

“A Taormina non ci sarà nessun dissesto pilotato. Non è mia intenzione demonizzare l’approvazione del bilancio e non è vero che io sia favorevole al dissesto. Qui nessuno vuole pilotare nulla. A Messina ci sono state condanne ad ex amministratori, accusati di aver addolcito la pillola per evitare il dissesto del Comune e sono stati messi alla sbarra con l’accusa di avere operato per non evidenziare la realtà. A Catania è successo un qualcosa di una gravità enorme e in quel caso il fallimento colpisce i professionisti e le imprese di Catania, con una città fortemente intaccata dal default. Io non ho mai espresso pubblicamente o privatamente l’intenzione di dichiarare il dissesto. Ho detto, invece, che un bilancio che si porta un piano di riequilibrio di 18 milioni, esitato nel febbraio 2018, e l’accantonamento di 13 milioni da noi fatto adesso, determinano una somma complessiva di 31 milioni che è un peso insopportabile. Dobbiamo evitare che questa somma esploda. Voglio sgombrare il campo, non c’è nessuna strategia che abbia a che fare con l’intenzione di dichiarare il dissesto. Ho anche pensato ad un certo punto che fosse una mossa politica da fare ma avere “l’intendimento” è tutta un’altra cosa e non c’è, non esiste”. Lo ha dichiarato il sindaco di Taormina, Mario Bolognari sulla situazione finanziaria del Comune di Taormina.

L’operazione verità. “Asm – spiega Bolognari – ha 7 bilanci mai approvati e oggi è nelle condizioni in cui era nel 2017. Noi stiamo intervenendo per cercare di dare risposte al Collegio dei Revisori, che hanno detto che i conti erano in equilibrio nel bilancio di previsione 2018 ma che tuttavia non possono esprimere parere favorevole per i problemi del contenzioso e di Asm. L’operazione verità non riguarda nessuna ipotesi di reato e nessuna falsificazione. Come si spiega che su una montagna di contenziosi, pari a 27 milioni di euro, ne siano stati dichiarati 2 milioni, un rischio cioè pari al 10%? Questo calcolo del rischio non doveva certamente essere l’assessore Cilona a farlo ma qualcun altro. Nel momento in cui noi abbiamo fatto una verifica contenzioso per contenzioso, su circa 250 pratiche, è emerso che nessuno aveva interpellato gli avvocati, nonostante lo prevedesse la procedura. Il segretario generale Bartolotta ha chiamato tutti gli avvocati e ha chiesto a loro di indicare la percentuale di rischio di ogni causa pendente, e si è trattato di un obbligo al quale ottemperare su parametri di una sentenza della Corte dei Conti della Regione Campania. Noi abbiamo fatto l’operazione verità, avvocato per avvocato, pratica per pratica. Ciò ha portato ad un accantonamento complessivo di 13 milioni. Quindi, qui nessuno ha nascosto degli atti o per meglio dire c’è stata la gravissima inadempienza invece di non andare a guardare le carte. Sui revisori non ho detto niente ma non capisco perché 2 milioni di accantonamenti sono stati accettati e 13 milioni invece no. Su Asm stiamo cercando di riportare l’azienda ad una situazione in cui vengano finalmente approvati i bilanci e stiamo cercando di creare le condizioni essenziali per uscire dalla liquidazione. E’ questa l’operazione verità, nessuno ha lanciato accuse o adombrato ipotesi di reato di alcun genere”.

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