Andrea Raneri, vicesindaco e assessore al Patrimonio
Andrea Raneri, ex presidente del Consorzio Rete Fognante

“La volontà di tornare ad una gestione esterna degli impianti del Consorzio mi sorprenderebbe e sono perplesso sul fatto che sia una soluzione giusta. Non è così che si risolveranno i problemi del Consorzio”. Il monito arriva dall’ex presidente del Consorzio Rete Fognante, Andrea Raneri. Fu proprio lui nella passata legislatura ad avviare il cambio dalla vecchia conduzione affidata a una ditta degli impianti consortili di Giardini e Letojanni (che interessano anche Taormina e Castelmola), all’odierna gestione in house. Ora il nuovo presidente Mauro Passalacqua pensa di archiviare proprio la gestione in house. Stessa volontà di tornare a una gestione esterna era stata palesata dall’ex presidente Salvatore Bonaffini, che di recente ha guidato il Consorzio dall’estate 2018 sino al mese scorso. “Sembra che con la gestione in house allo stato attuale non ci sia un risparmio”, ha detto Passalacqua.

La gestione Raneri. “La gestione in house invece portava circa 300 mila euro di utile di impresa che venivano riutilizati per manutenzionare gli impianti – afferma Raneri -. Mi auguro che non facciano l’errore di tornare al passato, anche perchè ovunque si sta comprendendo che affidarsi ai privati non dà risultati e lo si sta vedendo in varie realtà anche con la raccolta rifiuti, e ad esempio a Taormina pure per le manutenzioni sul territorio si rende più utile l’esperto del sindaco Nicola Sciglio che una qualsiasi ditta. Al nuovo presidente del Consorzio chiedo di andare a guardare tutta la documentazione che ho lasciato ed in particolare il dossier fotografico sullo stato degli impianti. Ho lasciato nel 2017 una Formula 1, sotto la mia presidenza gli impianti sono stati oggetto di lavori che da diversi anni non si facevano più. Con il vecchio sistema, i costi erano elevati e oltre a circa Un milione per la gara c’erano sempre difficoltà tra ordinaria e straordinaria manutenzione. Era sempre una situazione al limite e le spese erano superiori a quei 300 mila euro. E’ altrettanto chiaro anche che con una gestione in house c’era e c’è la necessità di andare ogni giorno negli impianti, seguirli e monitorarli e lo stesso vale per tutta la struttura dal punto di vista tecnico e amministrativo”.

I debiti del Consorzio. Poi Raneri va sulla situazione economica del Consorzio: “Non ci sono debiti fatti dal Consorzio, il problema è che i Comuni non hanno fatto diversi versamenti e quindi poi non si riesce a pagare Enel. Basta pensare che ci sono 750 mila euro anno da pagare a Enel che devono essere pagati dal Consorzio, che però non ha liquidità proprio perchè i Comuni non versano”. Ed ancora: “La modifica di statuto che dovrebbe inserire i 4 sindaci nel Cda è pronta e l’avevo già predisposta io. Mi auguro che venga dato al Consorzio, infine, il servizio idrico dei Comuni. Non esiste piu che acqua e depurazione continuino ad essere due cose diverse, devono essere un servizio unico. L’Ato idrico non può essere la soluzione”.

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