Cateno De Luca, sindaco di Messina

Il Comune di Taormina riapre le porte della Fondazione TaoArte al Comune di Messina ma da Palazzo Zanca arriva subito un’immediata chiusura con una presa di posizione del sindaco di Messina, Cateno De Luca, che riallontana dall’ente culturale sia la casa municipale che l’ex Provincia regionale. “Non torniamo indietro perché stare in Taormina Arte significa consumare danno un quotidiano erariale. Vale per il Comune di Messina e vale lo stesso per la Città Metropolitana di Messina”, è il commento lapidario di De Luca che così risponde all’apertura che era arrivata nei giorni scorsi dal sindaco di Taormina, Mario Boognari, che prendendo atto del dibattito apertosi in Consiglio comunale a Messina, aveva tenuto ancora aperto il discorso per una possibile rientro in extremis del Comune di Messina nella costituenda Fondazione di cui al momento fanno parte la Regione Siciliana, il Comune di Taormina e la Città Metropolitana di Messina.

La scelta. “La posizione del Comune di Messina su questo argomento è chiarissima e la volontà dell’Amministrazione da me presieduta non si presta ad alcuna interpretazione – spiega De Luca -. Nelle commissioni consiliari sono state depositate le carte che impongono al Comune di Messina ma anche alla Città Metropolitana di uscire immediatamente da questo bancomat della politica”. Questa la dura presa di posizione di De Luca che, quindi, esclude in termini categorici il rientro del Comune di Messina ma dà anche indicazioni sull’altro rebus sinora rimasto senza una risposta definitiva. Per quanto riguarda la Città Metropolitana lo scorso anno erano state avviate sul piano formale le procedure di fuoriuscita da Taormina Arte, poi sembrava che quell’iter si fosse arenato e che almeno l’ex Provincia regionale fosse destinata a rimanere in TaoArte, anche nel nuovo soggetto giuridico in via di costituzione con la Fondazione: e invece ora De Luca annuncia che anche la Città Metropolitana lascerà Taormina Arte.

Lo scenario. A questo punto, alla fine dell’iter che per altro è ancora adesso in corso, potrebbero insomma rimanere in TaoArte soltanto la Regione Siciliana e il Comune di Taormina. Al momento, come evidenziato da Bolognari, “da qui a qualche settimana la fondazione verrà iscritta nell’albo regionale delle Fondazioni” e “nei prossimi mesi la Fondazione dovrebbe poter iniziare finalmente la propria vita vera e propria con un presidente e un Consiglio d’Amministrazione”. Il primo cittadino di Taormina si è detto, comunque, convinto che la Fondazione abbia “una sua solidità e un suo patrimonio in grado di consentirle di svolgere la propria attività in modo importante”. Sul piano della dotazione finanziaria e patrimoniale è confermato il contributo di circa Un milione di euro messo a disposizione dalla Regione Siciliana e l’avvenuto conferimento dell’ex pretura di Corso Umberto da parte del Comune di Taormina. Messina, invece, si riallontana in entrambe le sue realtà istituzionali da TaoArte e la prospettiva potrebbe ora essere quella della nascita di una nuova Fondazione proprio a Messina.

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