l'Agenzia delle Entrate

Alle porte di Pasqua l’Asm di Taormina si prepara ad una fase che doveva portare l’azienda fuori dalla liquidazione in atto dal 2011 e che invece diventerà lo spartiacque per il futuro immediato. Il ritorno ad una gestione politica pare ormai destinato a slittare al 2020 e a tenere banco è la vicenda degli accertamenti notificati dall’Agenzia delle Entrate che stanno mettendo in apprensione l’azienda per una serie di mancati adempimenti fiscali. La problematica ravvisata dall’Agenzia delle Entrate è quella inerente “la presentazione di dichiarazioni fiscali Modello Unico / Modello Iva / Modello Irap senza alcun dato contabile”. Gli avvisi di accertamento contestati ad Asm ad oggi sono tre e si riferiscono agli anni 2014-2015-2016, per importi rispettivamente di 842.234,26 euro, 17.489,82 euro, e 2.601,90 euro.

La matassa. Il nuovo consulente fiscale e contabile di Asm, Enrico Spicuzza (presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Messina), di concerto con il liquidatore Agostino Pappalardo, sta cercando di sbrogliare l’intricata matassa e ha già avviato le procedure per il ricorso alle esorbitanti somme pretese dall’Agenzia delle Entrate. In tal senso l’Agenzia dà tempo in questi casi di produrre tutta la documentazione in opposizione entro un termine di 120 giorni. Le imposte dovranno comunque essere pagate, Asm spera invece in una riduzione delle sanzioni per non andare incontro a una stangata.

Le cartelle. Non preoccupano, ovviamente, la cartella da 2 mila 601 mila euro, e nemmeno quella da 17 mila euro (della quale le imposte effettive ammontano a circa 8600 euro mentre 7800 euro si tratta di sanzioni). L’attenzione è rivolta soprattutto sull’accertamento da 842 mila euro: per questo importo si tratta, nello specifico, di 411 mila euro di imposte e 370 mila euro di sanzioni. Asm punterà, quindi, ad abbattere la pesante quota di 370 mila euro di sanzioni che rischia di far saltare i conti della municipalizzata.

Liquidazione senza fine. Il Consiglio comunale, nel frattempo, aspetterà l’evoluzione della situazione perché dovranno poi arrivare in aula i bilanci a partire dal 2011 in poi, che devono essere approvati in Consiglio ed a riguardo dei quali quanto contestato dall’Agenzia delle Entrate potrebbe ora rappresentare una “spada di Damocle”. Il rischio concreto è che i bilanci debbano essere nuovamente rivisti e ci sarebbe in tal caso la necessità che i tempi si allunghino ulteriormente di qualche altro mese per dirimere in via definitiva la matassa della liquidazione.

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