il presidente emerito di Uftaa, Mario Bevacqua

“Taormina ormai da diversi anni si è fermata ad una media annuale, piuttosto stabile, di Un milione di presenze turistiche, ovvero di pernottamenti. Il progetto Skal, potenzialmente, potrebbe attrarre nei prossimi anni in città ulteriori circa 300 mila presenze nei mesi invernali”. Lo afferma il presidente emerito di Uftaa (la Federazione mondiale degli Agenti di Viaggio), Mario Bevacqua, che dopo i recenti colloqui con il sindaco Mario Bolognari e con il presidente degli Albergatori, Italo Mennella, sta portando avanti l’iter per far diventare la Perla dello Ionio una delle località di riferimento della più grande organizzazione di professionisti di viaggi e turismo del mondo, un “club” di professionisti del turismo che abbraccia tutti i 32 settori dell’industria.

L’iter avanti a gonfie vele. “Il progetto Skal procede in modo rapido e concreto – spiega Bevacqua -. Presto costituiremo insieme al presidente degli Albergatori, Mennella, il club Skal Taormina con i 20 soci fondatori che porteranno avanti l’iniziativa. Si tratta di un percorso che può dare un impulso importante all’obiettivo della destagionalizzazione del turismo di cui si parla ormai da tanti anni a Taormina ma che nei fatti non si è mai avverato.

I mercati da attrarre. “Utilizzeremo tutti i canali possibili – continua Bevacqua – per provare a rendere possibile questo obiettivo e per riportare Taormina a qualche decennio fa quando il turismo d’inverno c’era, ben consapevoli che i tempi sono cambiati e bisogna stare al passo con le logiche di oggi. I segmenti turistici sui quali si potrà puntare sono quelli riguardanti i mercati dell’Europa e il turismo di ritorno. Mi riferisco cioè agli a tutti quei discendenti degli emigranti, seconda, terza, quarta e quinta generazione. Tutta gente che hanno il sogno della Sicilia e di Taormina e che in tanti casi risiede in Sud America. E’ necessario andare oltre il “mordi e fuggi” che non porta nulla e oltre la minivacanza di 2 giorni: Taormina deve puntare allo “slow travel”, il turismo di chi vuole davvero conoscere il territorio”.

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