Palacongressi di Taormina
Palacongressi di Taormina

La casa municipale taorminese stringe i tempi per l’avvio della discussione in Commissione consiliare a Palazzo dei Giurati della proposta di bando di gara per la gestione del Palacongressi e spuntano le prime cifre sui costi da applicare a carico del futuro aggiudicatario della procedura pubblica. Si tratta di un iter sul quale c’è una proposta a cura dell’assessore al Patrimonio, Giuseppe Caltabiano e la relativa gara potrebbe tenersi già a fine anno o più probabilmente nei primi mesi del 2020.

Canone e utenze. Per quanto riguarda il canone di locazione dell’auditorium di piazza Vittorio Emanuele l’ipotesi alla quale lavora l’Esecutivo è quella che prevede un minimo garantito annuale per il Comune non inferiore a 70 mila euro. In sede di gara verrebbero poi richieste offerte in aumento per il corrispettivo da riconoscere al Comune. Il futuro gestore della struttura dovrà intestarsi poi le utenze, provvedere al pagamento della Tari, oltre che a mantenere gli impianti (ascensori, antincendio, elettrici, idrici) e a farsi carico della manutenzione ordinaria annuale dell’immobile nonché la manutenzione ed il mantenimento degli arredi, impianti, ed attrezzature. L’offerta economica di chi vorrà puntare alla gestione del Palacongressi, poi, dovrà inoltre prevedere una percentuale sugli incassi degli eventi (al netto di Iva) da riconoscere al Comune. Si ipotizza una quota qui almeno pari al 10%.

Soltanto tre anni? L’aspetto che potrebbe invece essere rivisto e che non convince è quello della durata del contratto, che al momento viene ipotizzato in un breve periodo di 3 anni con possibilità di rinnovo per ulteriori 3 “ad insindacabile giudizio dell’Amministrazione Comunale”. Questa voce potrebbe essere presto rivista e corretta anche perchè l’importanza dell’investimento che verrebbe chiesta a chi prenderà in gestione il bene richiederebbe almeno 9 anni di impegno anche per rientrare dei costi che dovranno essere affrontati. L’Amministrazione vorrebbe anche riservarsi anche una “clausula” di uscita dal contratto, trascorsi i primi 18 mesi contrattuali, qualora la gestione non sarà ritenuta soddisfacente e in tal caso si andrebbe cioè alla risoluzione anticipata del contratto “senza che nulla sia dovuto all’aggiudicatario”.

I lavori da fare. Il futuro gestore dovrà anche farsi carico poi delle rifiniture da apportare per la sistemazione del palazzo, poichè nonostante i lavori pre e post G7 2017 (per i quali il Governo ha stanziato 4 milioni e 300 mila euro), occorrerà attuare residui interventi dediti alla sistemazione dell’edificio specie per quanto riguarda la possibilità di fare spettacoli. C’è un “balletto” di cifre, e c’è chi ipotizza lavori per 250 mila euro circa e chi sostiene che serviranno almeno 700-800 mila euro. L’Amministrazione comunale, infine, si riserverà a titolo gratuito, nell’arco dei 365 giorni dell’anno “20 giornate per iniziative organizzate o promosse dall’ente o dalla Fondazione Taormina Arte”.

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