Maurizio Scaglione, Mario Bolognari e Orazio Micali

Svolta storica per il Castello di Taormina. Casteltauro è stato affidato in gestione alla società Centomedia & Lode che si è aggiudicata la procedura di pubblica evidenza indetta dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina, con l’autorizzazione del Dipartimento Regionale Beni Culturali. A conclusione di una lunga attesa, il sito che insieme al Teatro Antico può essere considerato a pieno titolo il monumento di maggiore fascino di Taormina, dunque, verrà presto restituito alla pubblica fruizione.

L’iniziativa della Soprintendenza. Il soprintendente, architetto Orazio Micali, ha effettuato la consegna delle chiavi al nuovo gestore del bene, l’imprenditore Maurizio Scaglione, già direttore del gruppo Repubblica-Espresso e oggi editore de Il Sicilia.it. Era presente nell’occasione anche il sindaco di Taormina, Mario Bolognari. Si è aperta così ufficialmente una nuova era per Casteltauro, il bene storico-culturale più panoramico della Città di Taormina, da tanti anni chiuso al pubblico e sulle cui prospettive verranno resi noti nelle prossime settimane i progetti e i programmi del gestore.

Sinergia pubblico-privato. La svolta che cambia il destino di Casteltauro si è concretizzata grazie all’iniziativa del soprintendente Micali. “Si è concretizzato – afferma l’arch. Micali – un primo risultato concreto di sinergia tra pubblico e privato attraverso la concessione di gestione indiretta di un bene che l’amministrazione pubblica aveva difficoltà a condurre. Pertanto, anziché chiudere i cancelli o convenire su altre scelte di utilizzo di dubbia utilità, il mio ufficio ha proposto attraverso un bando pubblico un modello di gestione che ha trovato risposta nel concessionario, con il quale abbiamo sottoscritto l’atto di consegna”.

Evento storico. “Il Castello, chiuso ormai da tanti anni – ha dichiarato Bolognari -, presto tornerà fruibile e potrà affascinare i turisti di tutto il mondo. Sono stato testimone di un evento storico. Tra pubblico e privato è oggi obbligatorio collaborare per dare una politica di sviluppo e lavoro al nostro immenso patrimonio culturale e artistico. Sono fiducioso e ho assunto l’impegno a provvedere per il rifacimento della scala di accesso”.

Dall’oblio alla svolta. I lavori di restauro, finanziati dalla Regione, si erano già conclusi nel 2015 ma il bene è rimasto sinora chiuso al pubblico e sembrava destinato a proseguire la lunga stagione di oblio e abbandono. Così la Soprintendenza ha posto in essere una procedura pubblica per la concessione in gestione del Castello di Monte Tauro “per iniziative, mostre, eventi, attività culturali e di conservazione a tutela e salvaguardia del patrimonio culturale della Regione”. Il concessionario si è impegnato all’esecuzione degli interventi necessari a rendere fruibile e valorizzare il bene mentre il Comune, per quanto di sua pertinenza, si adopererà per sistemare la scalinata di collegamento dal piazzale di Madonna della Rocca al castello.

 

 

© Riproduzione Riservata

Commenti