Bernard Arnault

C’è anche un pezzo di Taormina nella classifica degli uomini più ricchi del mondo stilata come ogni anno da Forbes. Al quarto posto assoluto, primo per la moda, c’è infatti il francese Bernard Arnault, presidente di Lvmh e nuovo proprietario dell’Hotel Timeo e dell’Hotel Villa Sant’Andrea a Taormina. Arnault, dominatore della fashion industry, può vantare una impressionante fortuna di 76 miliardi di dollari. La classifica di Forbes vede al primo posto il ceo di Amazon Jeff Bezos, seguito da Bill Gates con 96,4 miliardi e Warren Buffett con 82,5 miliardi che chiude il podio. Stando alle statistiche della rivista statunitense sono diminuiti, com’era accaduto solo un’altra volta negli ultimi dieci anni, sia il numero dei miliardari del pianeta (da 2.208 a 2.153) che la loro ricchezza complessiva (8,7 mila miliardi, 400 miliardi in meno del 2018) in quadro che però rimane evidentemente caratterizzato da un lungo elenco di magnati che possono contare su un patrimonio da favola.

Italiani nelle retrovie. Per vedere un italiano bisogna scorrere fino alla posizione numero 39 dove si trova Giovanni Ferrero, che vanta un patrimonio da 22,4 miliardi di dollari. Dopo Ferrero c’è Leonardo Del Vecchio che si trova alla posizione numero 50 e Stefano Pessina, alla 107esima posizione, con 12,4 miliardi. In lizza anche Giorgio Armani, 173esimo con 8,5 miliardi e Silvio Berlusconi, 257esimo con 6,3 miliardi. Gli altri italiani in classifica sono Massimiliana Landini Aleotti, Augusto e Giorgio Perfetti, Paolo e Gianfelice Mario Rocca, Giuseppe De’ Longhi , Luca Garavoglia, Pietro Ferrari, Gustavo Denegri, Ennio Dorio , Francesco Gaetano Caltagirone, Luigi Rovati, Maria Franca Fissolo, Massimo Moratti, Luigi Cremonini , Manfredi Lefebvre d’Ovidio.

Ecco la classifica completa:

10. LARRY PAGE. Partendo dal fondo della top 10, il primo nome che si incontra quest’anno è quello di Larry Page, confondatore di Google con Sergey Brin (14esimo in classifica) e inventore dell’algoritmo che ha permesso la creazione del celebre motore di ricerca. Affacciatosi per la prima volta nella classifica degli uomini più ricchi nel 2005 quand’era poco più che trentenne, Page è oggi amministratore delegato di Alphabet, la holding cui fa capo la stessa Google, ma dirige anche svariate divisioni delle compagnia come Nest (smart home) e Calico (healthcare). Non è in quel 46% dei miliardari che secondo Forbes hanno visto diminuire la loro ricchezza rispetto a un anno fa: guadagna infatti due posizioni con un patrimonio che sale da 48,8 a 50,8 miliardi di dollari.

9. MICHAEL BLOOMBERG. Scala due posizioni anche il 77enne Michael Bloomberg, ex sindaco repubblicano di New York che nel 2016 rinunciò alla candidatura presidenziale per non favorire l’ascesa di Donald Trump. Con un patrimonio personale stimato in 55,5 miliardi di dollari, in crescita dai 50 miliardi dello scorso anno, il magnate newyorchese ha costruito la sua fortuna grazie all’omonimo impero dei media, di cui mantiene saldamente il controllo con una quota dell’88%. Filantropo attivo (ha donato cinque miliardi per cause come controllo delle armi cambiamenti climatici), nonostante l’età non ha perso negli ultimi tempi l’ambizione politica e la voglia di una rivincita sul detestato inquilino della Casa Bianca: passato nel 2018 tra le fila dei democratici, ha flirtato nuovamente nei mesi scorsi con l’idea di correre alle elezioni del 2020, e anche se ha ora rinunciato progetta di spendere almeno 500 milioni per sconfiggere l’ex tycoon.

8. MARK ZUCKERBERG. Nel susseguirsi di scandali su dati malgestiti e inchieste governative, Facebook non è certo oggi nel punto più alto della sua parabola e gli effetti si fanno sentire anche sulle tasche del suo fondatore. Il crollo in borsa della sua azienda, di cui detiene circa il 15%, costa infatti a Mark Zuckerberg quasi 9 miliardi che lo fanno scivolare dalla quinta all’ottava posizione con un patrimonio stimato in 62,3 miliardi di dollari. Nel frattempo, il 34enne ex ragazzo prodigio della Silicon Valley ha provato a mettersi alle spalle i guai del passato annunciando nei giorni scorsi, in un lungo post sul suo profilo, l’intenzione di aumentare i livelli di privacy della piattaforma social. Sollevando tutti i dubbi del caso visti i precedenti.

7 LARRY ELLISON. Larry Ellison sale dalla decima alla settima posizione incrementando il suo patrimonio da 58,5 a 62,5 miliardi di dollari. Cofondatore del gigante tra i sistemi di gestione di database Oracle, il 74enne imprenditore californiano ne è ancora oggi presidente esecutivo dopo aver lasciato il ruolo di Ceo nel 2014, possiede importanti quote azionarie di società cloud come Salesforce.com e NetSuite, e siede inoltre nel board della Tesla Motors, di cui ha comprato 3 milioni di azioni della società di Elon Musk lo scorso anno.

6 AMANCIO ORTEGA. Nel 2017, era stato per qualche ora al centro di un serratissimo testa a testa con il fondatore di Microsoft, Bill Gates, arrivando a occupare la cima della classifica dei super ricchi con un patrimonio di quasi 85 miliardi prima che le fluttuazioni di borsa lo riportassero in coda. Oggi, lo spagnolo Amancio Ortega si accontenta di mantenere immutata la sesta posizione, lasciando peraltro per strada un bel po’ di miliardi (scende da 70 a 62,7): azionista di maggioranza dell’impero del tessile Inditex con una quota del 60%, il fondatore di Zara paga le vicissitudini borsistiche della società che ha guidato per tre decenni, da tempo alle prese con la difficile transizione verso l’e-commerce.

5. CARLOS SLIM. E’ una presenza stabile nella classifica di Forbes anche Carlos Slim, uomo più ricco del Messico e azionista di controllo con la sua famiglia della principale compagnia di telecomunicazioni del Paese centramericano, America Movil. A capo di un impero che comprende partecipazioni in svariati settori, dall’immobiliare all’industria mineraria, Slim, che detiene anche una quota del 17% nel capitale del New York Times, scende da 67,1 a 64 miliardi ma sale in classifica dalla settima alla quinta posizione.

4. BERNARD ARNAULT. A un passo dal podio, resta come lo scorso anno il secondo degli europei in classifica, Bernard Arnault, in quarta posizione ma con un patrimonio in crescita da 72 a 76 miliardi. Da poco nuovo proprietario del brand alberghiero Belmond, erede di un industriale che accumulò una discreta fortuna nel settore dei lavori pubblici, il 70enne imprenditore francese diede una svolta alle attività di famiglia nel 1985, utilizzando 15 milioni per acquisire il marchio del lusso Christian Dior che navigava allora in cattive acque. Oggi, la sua Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton SE – reduce peraltro da un 2018 con ricavi e profitti record – è un conglomerato monstre da 154 miliardi di capitalizzazione e proprietario di oltre 70 dei più importanti marchi del lusso mondiale.

3. WARREN BUFFETT. Scende da 84 a 82,5 miliardi ma mantiene immutata la terza posizione il finanziere Warren Buffett, penalizzato da qualche pesante scivolone in borsa di alcune delle società nel portafoglio della sua Berkshire Hathaway. Un piccolo neo in una lunga carriera tanto lunga quanto di successo: è al guru di di Omaha, che ha comprato la sua prima azione quando aveva 11 anni ed è considerato uno dei migliori investitori di sempre, che si deve la prodigiosa performance del suo conglomerato finanziario negli ultimi 54 anni (+2.000.000%).

2. BILL GATES. Si porta da 96,5 miliardi di dollari dai 90 tondi dello scorso anno ma resta in seconda posizione Bill Gates, che ha occupato per svariati anni la vetta della classifica Forbes prima di lasciarla nel 2018. Va detto che il fondatore di Microsoft, che ha nel tempo quasi del tutto ceduto la quota nel capitale della sua società e ha oggi un portafoglio di asset molto diversificato, ci starebbe ancora se non avesse trasferito parte ingente del suo patrimonio alle sue attività filantropiche a sostegno di lotta alla povertà e miglioramento dei livelli di istruzione e sanità: ha infatti donato nel tempo qualcosa come 36 miliardi di dollari alla Bill & Melinda Gates Foundation, oggi la più grande fondazione al mondo.

1. JAFF BEZOS. L’incontrastata ascesa della sua Amazon aveva già proiettato per la prima volta lo scorso anno in cima il suo fondatore, Jeff Bezos. Adesso il re dell’e-commerce, che detiene una quota del 16% della sua creatura (oggi un gigante da quasi 800 miliardi di dollari di capitalizzazione), allarga le distanze coi concorrenti più vicini salendo da 112 a 131 miliardi. Con qualche incognita di non poco conto però dopo l’annunciata rottura con la moglie MacKenzie: i termini dell’accordo di divorzio non sono stati ancora divulgati, ma secondo la legge dello stato di Washington la signora Bezos potrebbe ottenere fino alla metà delle fortune del marito diventando la donna più ricca del pianeta.

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