futuro incerto per i binari della zona jonica

Sarà un confronto tra i Comuni della zona ionica e la Regione Siciliana a delineare il futuro dell’attuale linea ferroviaria che verrà abbandonata in favore della nuova tratta prevista da Rfi a monte con il progetto del raddoppio Le parti stanno programmando un primo incontro che potrebbe tenersi già entro fine mese. Non c’è intesa e i sindaci sono anzi più che mai divisi al momento sulla strategia da adottare per la destinazione d’uso dell’odierna tratta perchè la prospettiva di una “metropolitana leggera jonica” non convince affatto. Per adesso prevale l’incertezza e la sensazione complessiva di posizioni divergenti sulle quali non sarà semplice trovare una sintesi e una posizione univoca.

L’ora delle scelte. In ogni caso, anche se la ferrovia poi nei fatti rimarrà ancora lì, al suo posto, per qualche anno, l’ora delle scelte inizia ad affacciarsi comunque all’orizzonte. Rfi lascerà che siano proprio i Comuni, insieme alla Regione, a decidere su quale soluzione puntare. Al contempo le Ferrovie dello Stato hanno anche smentito l’ipotesi di vendita delle aree, anche se non sarebbe da escludere che possa subentrare la Regione stessa se troverà le risorse per tale operazione certamente onerosa.

Le soluzioni sul tavolo. Le ipotesi sul tavolo sono tre: avviare una metropolitana leggera, realizzare una pista ciclabile o utilizzare la linea per una strada “salva traffico”. Già si ipotizza la previsione di uno studio sui costi/benefici per analizzare e capire se potrebbe avere un senso approntare la metropolitana leggera. Al momento all’idea di una metropolitana leggera a scopo turistico o di un trenino locale, da attuare tra Scaletta e Giardini, sono favorevoli gli amministratori di Taormina e Giardini e ci starebbero anche Santa Teresa di Riva e Forza d’Agrò. Per il resto prevale l’idea che debba essere un’altra la priorità e la visione strategica del territorio sulla quale puntare. Nei centri compresi tra Scaletta e Sant’Alessio, i sindaci auspicano che venga realizzata una strada di collegamento alternativa alla Statale 114. Scaletta, Alì Terme, Furci, Sant’Alessio, Itala e Nizza vorrebbero puntare su una strada che alleggerirebbe la SS14 rappresenterebbe una svolta per la viabilità.

Il controsenso. In generale prevale l’orientamento a voler togliere i binari, perché lo spostamento a monte della linea ferroviaria d’altronde nasce anche per rimediare alla discussa scelta storica che, a suo tempo, portò ad “invadere” il waterfront per far passare i treni. Quindi togliere la ferrovia per poi lasciare comunque i binari ancora li e utilizzarli in modo esattamente similare che senso avrebbe? Si rischia di generare un evidente controsenso.

L’idea della pista ciclabile. Tra i cittadini sembra prevalere la terza via: più che la metro leggera e più che la strada alternativa alla SS114 la soluzione che attrae e non poco è quella di una pista ciclabile. Questa eventualità accoglierebbe i ciclisti che oggi rappresentano ogni giorno un pericolo costante per se stessi e per gli altri sulle strade, ma si tratterebbe anche di un’opportunità per i bambini e per la famiglie, visto che l’attuale conformazione del territorio offre a loro poco o nulla nel comprensorio ionico.

Il confronto. La discussione tra i sindaci inizierà a farsi serrata già nelle prossime settimane, anche perchè Rfi ha fatto sapere che, nel caso dovesse essere scelta la soluzione di una metropolitana leggera, le Ferrovie dello Stato non gestirebbero queste ulteriori tratte locali e sarebbe pronte a trasferirle ai Comuni o alla Regione, con quest’ultima che potrebbe acquisire la proprietà dei mezzi fissi di trasporto e di quelli non più utilizzabili per l’alta velocità di movimento. E’ possibile, quindi, che l’eventuale gestione della metropolitana toccherebbe ad un consorzio ad hoc o azienda di trasporto misto da costituire in funzione di tale operazione. Ma siamo certi che esisterà mai la metropolitana jonica? I dubbi sono davvero tanti.

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