Depuratore di Taormina e Naxos
il depuratore di Taormina e Naxos

Si va verso la settimana della verità per il Consorzio Rete Fognante, dove da tempo ormai è in atto un clima di turbolenza politica per i dissapori tra i sindaci di Castelmola e Letojanni da una parte e il presidente dell’ente consortile dall’altra. Orlando Russo e Alessandro Costa puntano ad una soluzione definitiva in tempi stretti e rimane in bilico la permanenza di Salvatore Bonaffini alla presidenza del Consorzio. I quattro sindaci, Russo, Costa, Mario Bolognari (Taormina) e Nello Lo Turco (Giardini) si sono visti venerdì scorso ma anche stavolta c’è stata una sostanziale “fumata grigia” sul caso. Non c’è ancora un’intesa sulla crisi alla Rete Fognante. Bolognari ha cercato sin qui invano una ricomposizione delle posizioni, nell’ottica di una permanenza di Bonaffini, con il quale si è schierato a sua volta Lo Turco. Ma la ferma volontà di Russo e Costa di arrivare ad un cambio di rotta potrebbe, a questo punto, imprimere un’accelerazione in altra direzione.

Verso la Spa. I sindaci sono concordi sulla necessità di procedere alla trasformazione in Spa del Consorzio e non si esclude che proprio in questo contesto possa avvenire l’indicazione di una nuova guida per l’ente consortile. Si vocifera pure di un commissariamento, ma occorrerebbe una modifica dello Statuto. Più semplice prevedere che Russo possa decidere a giorni di ritirare la rappresentanza di Castelmola al Consorzio come ha già fatto il sindaco di Letojanni, Costa, e a quel punto decadrebbe quindi l’assemblea. Bonaffini, intanto, ha ribadito di “aver operato correttamente e nell’interesse del Consorzio”, respingendo le critiche rivoltegli soprattutto dal primo cittadino di Castelmola. I sindaci si rivedranno nella settimana che sta per iniziare e potrebbe trattarsi del confronto decisivo, in una direzione o nell’altra, per il futuro del Consorzio.

Le riflessioni di Bolognari. La prima opzione per Bolognari, sindaco del Comune capofila, rimane quella di una riconferma di Bonaffini ma se il primo cittadino di Taormina dovesse verificare che non ci sono le condizioni per questa soluzione, potrebbe indicare in alternativa un nuovo nome per la presidenza, sul quale dovrebbe poi esserci il gradimento degli altri colleghi. La crisi si avvia al bivio finale, anche perché incombe la stagione turistica e c’è la necessità che il Consorzio possa operare al meglio, per affrontare il periodo di massima pressione sugli impianti di depurazione delle acque del primo polo turistico siciliano.

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