Gli albergatori di Taormina tornano ad alzare la voce sull’utilizzo improprio della tassa di soggiorno da parte del Comune di Taormina. L’AAT ha, infatti, inviato una comunicazione al sindaco, al Prefetto e alla Corte dei Conti (Sezione di Controllo Per la Regione Siciliana) per evidenziare la necessità che l’imposta applicata ai clienti delle strutture ricettive ed extra-ricettive venga impiegata proprio per finalità riguardanti il turismo. Proprio alla Corte dei Conti gli albergatori di Taormina si erano già rivolti nel 2015, con l’organo di controllo che richiamò la casa municipale avviando un procedimento per accertare le modalità di utilizzo del balzello.

Osservazioni inascoltate. L’oggetto di questa nuova lettera dell’Associazione Albergatori Taormina è, dunque, l’Imposta di soggiorno ex art.4 D.Lgs. 14 marzo 2011 n.23, “Destinazione del relativo gettito”, “Regolamento del Comune di Taormina” e “Profili di criticità ed irregolarità nel Bilancio”. “Con la Convocazione del Comune di Taormina, Assessorato al Bilancio, n. Prot. 106 del 2 gennaio 2019, indirizzata alle Associazioni titolari di strutture ricettizie del Comune di Taormina, ai sensi dall’art. 4, comma 3, del D.Lgs.14 marzo 2011 n. 23 – si legge nella nota – siamo stati invitati a partecipare ad una riunione al fine di “esaminare congiuntamente la bozza di modifica al Regolamento sull’imposta di soggiorno”. Vane sono risultate le osservazioni svolte sulla passata gestione amministrativa e le articolate proposte effettuate al fine di armonizzare il Regolamento Comunale allo spirito della vigente normativa nonché di migliorare, con le opportune modifiche regolamentari, il servizio di riscossione, attribuendo, agli enti esattori non più la qualità di sostituto d’imposta, bensì il ruolo di agente contabile (Corte dei Conti – Camere Unite, Sentenza n. 22/2016), comportando per gli stessi assunzioni di ben maggiori responsabilità ed oneri senza, di converso, ottenere alcun beneficio, sia per la categoria, che per l’intera comunità degli addetti del settore turistico. La Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Regione Siciliana, con Deliberazione n.197/2018/PRSP del 17/10/2018 depositata in data 14/11/2018, ha accertato relativamente al Bilancio 2016/2018 del Comune di Taormina, la sussistenza di irregolarità contabili e svariati profili di criticità dello stesso, disponendo l’obbligo del Comune di Taormina di adottare, nei modi e termini di legge, le adeguate misure correttive”.

L’utilizzo del gettito. “Tra le criticità, non possono essere trascurate quelle riferentesi alla destinazione degli introiti dell’imposta di soggiorno che, per loro natura e finalità devono essere utilizzati, come previsto dalla normativa vigente esclusivamente a “finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonche’ interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonche’ dei relativi servizi pubblici locali” (D.Lgs. n.23/2011 art.4). E per servizi pubblici locali si devono intendere solo ed esclusivamente quelli afferenti il turismo, le sue strutture, la sua organizzazione e promozione e non altri tipi di interventi. Il gettito dell’imposta di soggiorno, infatti, a questo è finalizzato e non ad altro. La irregolarità nella spesa di tali introiti deriva dalla discrasia tra la norma primaria (D.Lgs.) e quella secondaria (Regolamento del Comune di Taormina) e dalla relativa, errata, applicazione”.

Il regolamento. “Dalla lettura del Regolamento Imposta di soggiorno del Comune di Taormina, approvato con Delibera del Consiglio Comunale del 6.11.2012 n. 80 – continua la lettera di AAT -, si evince che: Il gettito dell’imposta è destinato a finanziare: 1) interventi in materia di turismo e promozione della città, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive; 2) cofinanziamento di interventi promozionali da realizzarsi in collaborazione con la Regione e gli enti locali; 3) sviluppo di punti di accoglienza ed informazione dei turisti; 4) interventi di manutenzione e recupero dei beni culturali ed ambientali ricadenti nel territorio comunale rilevanti per l’attrazione turistica, ai fini di garantire una migliore ed adeguata fruizione; 5) interventi per servizi pubblici locali; 6) per la promozione e la valorizzazione di manifestazioni tradizionali e identitarie della città. Al punto contrassegnato per comodità con il n.5 si nota bene come, rispetto alla legge, sia scomparsa la parola “relativi”. La mancanza di tale aggettivo ha determinato la conseguenza che il gettito dell’Imposta di soggiorno possa essere impiegato, ad libitum dal Comune, per finanziare qualsivoglia intervento per servizi pubblici locali, contrariamente a quanto previsto dalla legge, attribuendole una discrezionalità, sul punto, che non le appartiene”.

Misure correttive. “Alla luce di tutto ciò – conclude la nota – essendo forti le preoccupazioni della scrivente Associazione che vede il sottrarsi di risorse finanziarie destinate esclusivamente al turismo a favore di altre finalità, ancorchè pubbliche, determinandosi, così, un intollerabile eccesso di potere per sviamento della causa che determinano in maniera inequivocabile l’illegittimità dell’azione amministrativa, si chiede che vengano immediatamente poste in essere dal Comune di Taormina le necessarie misure correttive e di modifica del Regolamento Comunale sull’Imposta di soggiorno, adeguando lo stesso alla normativa primaria di riferimento, ed al contempo si chiede che venga riconvocato un tavolo di trattative per discutere le necessarie ed opportune modifiche al Regolamento stesso alla luce delle osservazioni, indicazioni ed integrazioni già proposte analiticamente e motivatamente nelle precedenti riunioni”.

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