Bernard Arnault

Lvmh si prepara allo sbarco in grande stile a Taormina dopo aver chiuso il 2018 con una situazione economica e finanziaria che fa invidia ai grandi colossi internazionale del lusso. Il gruppo che ha da poco acquistato gli hotel Belmond, e tra questi il Grand Hotel Timeo e l’Hotel Villa Sant’Andrea, ha pubblicato infatti il report del 2018 e i ricavi sono a dir poco impressionanti.

Ricavi da capogiro. La multinazionale di Bernard Arnault ha chiuso con ricavi di 46,826 miliardi di euro. Il Gruppo LVMH nato nel 1987, comprende 70 Maison del lusso che creano prodotti nei settori quali: Vino e Alcolici, Moda e Pelletteria, Profumi e Cosmetici, Orologi e Gioielleria. Solo per nominare alcuni dei marchi che ne fanno parte sono: Louis Vuitton, Moet & Chandon, Céline, Fendi, Dior e Sephora. Già il 2017 era stato un anno record con ricavi di 42,636 miliardi di euro, ma nel 2018 si è vista ulteriormente una crescita (+10% complessiva) soprattutto nel mercato asiatico (+29%); statunitense (+24%) e a seguire quello europeo con una crescita di +19%. Nello specifico la divisione che ha garantito una maggiore crescita è stata quella del Fashion and Leather Goods che ha visto un aumento del +15%, a seguire la divisione di Wine and Spirits e il Selective Retailing. La divisione Perfumes and Cosmetics è rimasta stabile al 13%, come quella Watches and Jewelry al 9%.

In crescita la divisione moda. Nel documento finanziario si legge che la grande crescita della divisione moda è frutto di un equilibrio tra il mantenimento dell’impronta iconica dei marci e la ventata di freschezza e di novità data dai nuovi design. Il direttore creativo per la linea uomo Virgil Abloh in giugno ha lanciato nelle passerelle la sua nuova linea maschile, che è stata accolta con grande entusiasmo. Anche la collezione di borse a tema animalier, nata dalla collaborazione tra Ghesquière e Grave Coddington, è stata molto apprezzata nel mondo della moda.

Verso altre sfide. Strategicamente azzeccate si sono rivelate, ai fini del conseguimento dei risultati da record con i quali si è chiuso il 2018, sono state le nomine di Kim Jones del direttore creativo Dior, e nello stesso incarico Hedi Slimane per Céline. Successo anche nella struttura finanziaria del gruppo che vede un aumento dell’equily in primis dovuto dai forti risultati ottenuti ed una riduzione dell’indebitamento finanziario netto. Vedremo se il gruppo LVMH riuscirà anche nel 2019, da poco iniziato, a conseguire un’ulteriore grande crescita. Se riuscirà a mantenere la sua visione di sviluppo a lungo termine, nel rispetto dell’identità e tradizione di ognuna delle sue Maison.

L’idea di Arnault. Il magnate francese Arnault ora vuole capitale al massimo la recente operazione degli hotel Belmond rilevati per dare l’assalto da grande protagonista anche al mercato dell’ospitalità alberghiera. Il padrone di Louis Vuitton sa con certezza che il suo cliente sta cambiando pelle: la crescita di nuovi “high net worth” nel mondo è continua e lo spostamento verso il lusso esperienziale va di pari passo con il minore interesse per altri prodotti divenuti meno importanti rispetto al passato. Gli high net wort sono un gruppo in parte ben sovrapponibile con i crazy rich asian sino ad oggi vera delizia per ogni griffe moda: un’elite globalista formata soprattutto da giovani: generalmente dotati di istruzione superiore propensi all’acquisto di generi di lusso. Tutti gli analisti concordano sul fatto che il mercato dei beni di lusso tradizionali sta entrando in un nuovo periodo di incertezza, mentre la crescita di categorie come appunto viaggi, ospitalità, cibo e vino costosi rende sempre più interessanti i top performer di queste aziende.

L’operazione Belmond. Lvmh, ricordiamo, ha acquisito nella fase conclusiva dello scorso anno la società londinese Belmond per 3,2 miliardi di dollari. Belmond significa 46 hotel sparsi in 24 paesi al mondo, tra cui il Cipriani di Venezia, il Caruso di Ravello e lo Splendido di Portofino ed il Timeo e Villa Sant’Andrea di Taormina. Fanno parte del suo portafoglio anche navi da crociera fluviali, ristoranti esclusivi, nonché servizi ferroviari come il Simplon-Orient-Express di Venezia e il Belmond Royal Scotsman. L’accordo stipulato con Belmond è il più oneroso tra quelli affrontati da LVMH dopo quello da 4,3 miliardi di euro del 2011 per l’acquisizione di Bulgari e quello da 6,5 sborsati nel 2017 per rilevare la quota di minoranza che ancora non possedeva ancora in Christian Dior.

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