l'avvocato Pippo Perdichizzi

“Facciamo appello all’autorevolezza del sindaco Mario Bolognari affinché ridiscuta col Prefetto di Messina il concetto di rischio terroristico a Taormina. Un rischio nato dalla suggestione del G7 e avvalorato acriticamente dalla precedente Amministrazione comunale della città”. Lo afferma l’avvocato Pippo Perdichizzi, esponente della “prima ora” della Lega a Taormina che chiede al sindaco di Taormina di valutare di concerto con il Prefetto l’opportunità di fare altre valutazioni ed un eventuale passo indietro sull’avvenuta installazione dei dissuasori previsti dall’ex Amministrazione e adesso posizionati dal nuovo Esecutivo a Porta Catania e Porta Messina.

Rischio teorico. “Nessuna città turistica della Sicilia – secondo il rappresentante locale del partito di Matteo Salvini – ha avuto imposti questi obbrobriosi aggeggi posizionati nel centro storico di Taormina. Con la riduzione degli sbarchi il rischio teorico, e ripeto solo teorico, è drasticamente diminuito. E’ importante quindi prenderne atto e, con la massima serenità, fare nuove ulteriori valutazioni aggiornate”.

Dialogo costruttivo per la città. “Mi rifiuto di pensare – spiega Perdichizzi – che il rischio terroristico sia un pretesto per facilitare la regolamentazione della insopportabile giungla del carico e scarico sul corso Umberto. Sono convinto che il buon senso e l’interesse comune di tutta la comunità taorminese debba essere prevalente sulle diversità delle opinioni politiche. Tutti, finito il momento elettorale, dobbiamo fare la nostra parte. La Lega farà la sua, senza preconcetti e pregiudizi, ritenendo che la fase propedeutica del dialogo costruttivo sia prevalente su quella dello scontro incondizionato e sterile”.

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