il consigliere comunale Antonio D'Aveni

La convocazione dei consiglieri comunali di Taormina potrebbe a breve avvenire anche tramite Pec, con l’ausilio della posta certificata come già in altre realtà italiane, per evitare che si ripeta il “caso D’Aveni”, con la mancata notifica al consigliere di opposizione per la seduta d’aula del 7 febbraio scorso. La scorsa settimana, infatti, erano saltati i lavori di Consiglio comunale di Taormina proprio per la mancata notifica all’ex presidente del Consiglio ed è scoppiata la polemica.

La nota di D’Aveni. D’Aveni (assente in quella occasione) ha inviato, infatti, una nota all’attuale presidente dell’assemblea, Lucia Gaberscek, comunicando “l’impossibilità ad essere presente, non avendo ricevuto nessuna notifica al proprio domicilio nei tempi e modi di regolamento” e diffidando l’assemblea a non svolgere quindi la seduta. “Non essendo stata fatta la notifica – affermava D’Aveni -, la seduta è illegittima e non può essere svolta. In caso contrario mi rivolgerò agli enti locali e alla giustizia amministrativa per far valere i miei diritti, troppo spesso calpestati, con il mancato invio della documentazione necessaria allo svolgimento del mio ruolo e mancato inserimento delle interrogazioni all’ordine del giorno, come già evidenziato nei Consiglio precedenti”. E la seduta è stata poi rinviata.

I tentativi a vuoto. “Ci atteniamo al regolamento e prendiamo atto che il consigliere non è stato raggiunto – ha evidenziato la presidente del Consiglio comunale, Lucia Gaberscek – ma va detto che i nostri messi si sono recati più volte al domicilio del consigliere D’Aveni, nelle date del 4 febbraio alle 11.45, il 5 febbraio alle 15.35, il 6 febbraio alle 12.20, il 6 febbraio alle 9.50 e il 7 febbraio alle 13.10. I tentativi non sono mai andati a buon fine. Sono stati fatti almeno 6 tentativi di effettuare la notifica al consigliere. Sono seguite anche delle telefonate alle quali non è mai stata data una risposta e i messi non sono stati richiamati. Addirittura non è stato possibile lasciare nemmeno l’avviso visto che non c’era la cassetta della posta dove depositarlo”. Ora la presidente del Consiglio sta valutando la situazione per porre, insomma, rimedio alla problematica.

Le posizioni dei consiglieri. “Nessuno vuole difendere D’Aveni – afferma il consigliere di opposizione, Claudio Giardina – ma è superfluo stare a criticare e fare polemica su quante volte sia andata a vuoto la notifica o immaginare che ci possa essere la volontà da parte di un consigliere di sottrarsi a una notifica. La questione si può risolvere in modo abbastanza semplice, istituendo una Pec, come già fanno altri enti”. “Non è mai accaduto, perlomeno dal 2002 in poi, che si verifichi una cosa del genere, con i messi che sono andati ben sei volte a fare a vuoto la notifica – afferma il consigliere di maggioranza, Salvo Brocato -. In una fase delicata per il Comune siamo stati costretti a rinviare la seduta e c’è da capire quale sia il problema e se c’è qualcosa che non va o se qualcuno si sottrae alla notifica”. E nelle ore successive alla rinviata seduta del Consiglio comunale è poi arrivata la replica pungente tramite i social da parte di D’Aveni: “Tranquillizzo tutti, sto benissimo…”.

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