i cannoli siciliani eccellenza della nostra terra

Il Rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2019 presentato alla Bit di Milano ha rivelato che la Sicilia è la regione più desiderata dai turisti italiani (15%) per il turismo enogastronomico. Subito dietro Toscana (14%) ed Emilia Romagna (11%). Tra i prodotti tipici più conosciuti dagli italiani ci sono i cannoli siciliani (18%), le arancine (13%) e la cassata siciliana (9%).

L’orgoglio dei prodotti tipici. “La Sicilia, punto d’incontro di molteplici civiltà – ha evidenziato il presidente della Regione Nello Musumeci – ha ereditato dal passato anche un immenso patrimonio di gusto. Qui l’arte del cibo è vincente quasi quanto quella dei beni culturali o dei luoghi naturali, così come confermano i dati del Rapporto, che vedono la nostra Isola ai primi posti fra le mete di chi si mette in viaggio con l’obiettivo di scoprire, e di riscoprire, sapori unici e straordinari. Un risultato che ci riempie d’orgoglio e che ci spinge a puntare ancora più forte sulla valorizzazione e sulla promozione dei nostri prodotti tipici in una terra che oggi conta il maggior numero di presìdi Slow food in Italia e che si contraddistingue per una biodiversità senza eguali”.

Un’ampia offerta. La Trinacria dunque affascina non solo per il mare, le isole e il Barocco, ma anche grazie a un’ampia offerta di eccellenze enogastronomiche. Sono i 33 prodotti agroalimentari a Indicazione geografica (17 Dop, 14 Igp e 2 Stg), e 31 vini a Denominazione (24 fra Docg e Doc). La Sicilia è quindi la quarta regione italiana per numero di prodotti agroalimentari certificati, ma anche terza per numero di aziende agricole con vite e per numero di frantoi. È la terza regione italiana per la quale gli italiani con maggior facilità riconoscono i prodotti tipici. Per quanto concerne la ristorazione nel 2017, in Sicilia risultavano attive 22.048 imprese (il 7 per cento del totale complessivo in Italia) e, analizzando il panorama offerto dalle principali guide di settore per il 2019, 36 ristoranti si posizionano nella fascia di eccellenza (pari al 4 per cento del totale). Dal punto di vista dell’accoglienza turistica, la Sicilia offre 858 aziende agrituristiche (il 4 per cento). Il 39 per cento dei tour operator stranieri che ha partecipato alle fiere Good Italy Workshop 2017 e Biteg 2017 propongono tour enogastronomici in Sicilia.

La perla delle eccellenze. Chi potrebbe e probabilmente dovrebbe puntare in modo più convinto sul turismo enogastronomico è la Città di Taormina, capitale del turismo siciliana e meta di tanti visitatori provenienti da tutto il mondo. Il pensiero di qualcuno andrà subito alle recenti polemiche del “caso Cibo Nostrum” ma il ragionamento va oltre le dinamiche specifiche di un singolo evento. L’impressione è che la Perla dello Ionio stia guardando già da tempo con un certo interesse e anche con un certo impegno a questo settore ma con iniziative a sprazzi e in una logica più di individualità che d’insieme, senza quelle sinergie e quella programmazione condivisa essenziale tra le varie realtà locali. Taormina potrebbe essere una capitale del gusto, tuttavia l’impressione è che le potenzialità indigene nel settore enogastronomico non siano state ancora comprese e sfruttate a pieno e al momento prevale l’atavica difficoltà a fare sintesi e raggiungere l’unità di intenti. Una valutazione andrà fatta, anche perché è indubbio che Taormina rispetto a tante altre mete possa contare sull’eccellenza da qualsiasi punto di vista, sia su quello che può mettere a tavola per attrarre e sedure il turista, sia per la presenza di chef stellati che si sono già fatti conoscere e apprezzare in tutta Italia e nel mondo. A fare il resto ci pensa sempre la bellezza dei luoghi e l’unicità dei paesaggi.

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