l'ispettore Giuseppe Cacopardo

Si è svolta al Tribunale di Messina la prima udienza dibattimentale nel procedimento a carico di F.G., 37 anni, arrestato lo scorso ottobre per aver aggredito il 14 maggio 2018 l’ispettore di Polizia locale di Taormina, Giuseppe Cacopardo. L’uomo è ritenuto responsabile dei reati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, calunnia, detenzione e porto abusivo di arma bianca. Sul caso ha indagato la Polizia locale e i Carabinieri di Taormina hanno confermato gli esiti dell’attività investigativa procedendo all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 37enne.

L’aggressione. Cacopardo nella circostanza venne minacciato con un coltello a serramanico e gli venne lanciato un bicchiere di vetro in viso, che gli ha causato delle lesioni e un danno permanente del vitreo con riduzione del visus. Inoltre gli vennero sferrati due pugni, di cui uno alla nuca e uno all’occhio sinistro. La vittima, l’ispettore Cacopardo, è stato ascoltato in aula ed è iniziata la deposizione del vicecomandante Lo Presti (che proseguirà il 1 marzo), occupatosi delle indagini che consentirono l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza, ed il rinvenimento del coltello e dei cocci del bicchiere lanciato da F.G. contro Cacopardo.

L’accusa di calunnia. Ad F.G. è stato contestato anche il reato di calunnia, poiché come riscontrato dai Carabinieri, l’uomo al fine di assicurarsi l’impunità, con denuncia depositata presso la Procura, aveva incolpato Lo Presti e l’ispettore Longo, del reato di cui all’art. 479 c.p., ovvero falso ideologico, e gli ispettori Giuseppe Cacopardo, Nino Raneri e Alfio Barca, accusandoli del reato di cui all’art. 610 c.p. ovvero violenza privata. Il difensore di F.G. si è opposto alla richiesta di archiviazione della denuncia presentata dall’uomo verso il personale della Polizia locale, i cui operanti il 25 marzo dovranno così comparire in udienza alla presenza dei propri legali. I Carabinieri, sulla base degli accertamenti della Polizia locale, hanno ricostruito la dinamica dell’aggressione e il movente, ravvisando che nella denuncia-querela sporta dall’indagato pochi giorni dopo l’accaduto, era stata fornita una versione dei fatti smentita dalle risultanze emerse con l’attività investigativa. Nella causa contro F.G. si è costituito parte civile il Comune di Taormina, il vicecomandante Lo Presti e l’ispettore Cacopardo, che a seguito dell’aggressione ha subito un danno permanente con la perdita del 50% della vista da un occhio.

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