Francesco Picarella, presidente regionale di Confcommercio

“La tassa di soggiorno non è stata istituita per l’amministrazione ordinaria, va spesa per servizi turistici e promozione del territorio”. Il monito arriva dal presidente regionale di Confcommercio, Francesco Picarella. La vicenda sulla quale si rinfocola la polemica è quella che da tempo ormai tiene banco anche a Taormina, dove l’imposta venne introdotta dal 1 gennaio 2013 ma sino a questo momento è stata, di fatto, impiegata dal Comune di Taormina solo per tenere in linea di galleggiamento il bilancio comunale. E a questo scenario non ci sta Confcommercio che lancia un duro monito agli amministratori siciliani, partendo nel caso specifico dalla querelle politica in atto ad Agrigento dove si sta registrando una situazione analoga a quella della Perla dello Ionio.

Fondi per il turismo. “Vorremmo conoscere – spiega il segretario regionale Francesco Picarella – come si intenda utilizzare i proventi per il miglioramento dei servizi turistici, trattandosi di un’imposta di scopo finalizzata appunto al settore turismo, quindi ad Agrigento che cosa l’amministrazione intenda fare con queste risorse, quali servizi intenda offrire al turista, quali interventi voglia finanziare in materia di turismo”. Ma il discorso, come evidenziato da Picarella, “vale anche per gli altri comuni siciliani”. “Non è possibile – aggiunge – chiedere una tassa ai turisti, se poi queste somme non vengono reinvestite per migliorare i servizi ad essi connessi. Questi ricavi non vanno destinati all’amministrazione ordinaria, o ad esempio al rifacimento del manto stradale, ma ad un progetto specifico per l’individuazione del quale le associazioni imprenditoriali devono essere prima consultate e poi informate con la massima chiarezza. Lanciamo un appello infine ai consiglieri comunali, specialmente quelli di maggioranza. Ricordiamo loro che sono stati eletti dal popolo per vigilare sull’operato dell’amministrazione comunale. Il loro silenzio – conclude – riguardo a temi di fondamentale importanza, come l’impiego di risorse della tassa di scopo, non può essere più tollerato”.

 

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