Pietro Salini, amministratore delegato di Impregilo

In attesa di un chiarimento definito sul bilancio 2018-20 del Comune che vede al momento su posizioni differenti la Giunta e il Collegio Revisori, con l’Esecutivo che ritiene i conti dell’ente in sicurezza e con l’organo di controllo che ha invece dato parere negativo sul documento di previsione finanziaria, la casa municipale prova intanto a tenere sotto controllo lo spettro dei tanti contenziosi che rischiano di riavvicinare al default il forziere di Palazzo dei Giurati. Stando ad una stima degli uffici comunali, ammonterebbe attualmente a circa 55 milioni di euro la somma totale richiesta, a vario titolo e nei vari procedimenti aperti nelle aule di tribunale, da privati nei confronti del Comune di Taormina.

I due filoni. Nello specifico si tratta di 28 milioni che riguardano il lodo Impregilo e altri 27 milioni di euro che invece rappresentano il dato comprensivo di tutte le altre cause ancora in corso. Tanti fronti aperti sui quali il Comune sta cercando di far prevalere la propria posizione e così alleggerire quanto più possibile il carico che pende come una “spada di Damocle” sulle prospettive economiche future del municipio.

Il tormentone Impregilo. Il fronte più difficile rimane, ovviamente, quello del lodo Impregilo, sul quale nei mesi scorsi c’è stata la “boccata d’ossigeno” per Taormina dal giudizio della Corte d’Appello di Messina che ha stoppato l’ennesima richiesta da 28 milioni avanzata dalla multinazionale delle costruzioni nella disputa in atto ormai da tanti anni sui lavori di costruzione dei parcheggi cittadini. I tempi per mettere un punto definitivo a questa causa si preannunciano lunghi e il caso è destinato ad una nuova contesa in Cassazione, che già nel 2010 diede ragione al Comune. Al momento non c’è udienza fissata e la Corte Suprema potrebbe affrontare l’argomento nel 2020. Al contempo Taormina vuole rivendicare nei confronti di Impregilo una richiesta danni da circa 39 milioni di euro.

Le altre cause. E, come detto, oltre al lodo Impregilo ci sono diverse altre cause in atto, tra le quali una da 5 milioni e 400 mila euro chiesti da un albergo per danni al Comune, 7 milioni di euro chiesti da un legale e 4 milioni chiesti dall’ex liquidatore di Asm, Cesare Tajana, per risarcimento danni sulle vicende che portarono alla rimozione dall’incarico di commissario liquidatore dell’azienda municipalizzata.

Somme a copertura. Impregilo a parte, nella peggiore e più nefasta delle ipotesi – indubbiamente surreale anche solo da immaginare – il Comune rischierebbe di pagare circa 27 milioni se tutte le cause in corso dovessero vedere soccombere l’ente locale. Intanto, da qui al 2020, sono stati individuati dalla Giunta 8 milioni 679 mila euro inseriti in bilancio a copertura del fondo contenzioso. Nel dettaglio si tratta di 4 milioni 138 mila euro per il 2018, 2 milioni 529 mila euro per il 2019 e 2 milioni di euro per il 2020. Somme che la Giunta ritiene capienti per affrontare il prossimo biennio senza andare incontro al rischio di default.

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