Cibo Nostrum a Taormina

La Federazione Italiana Cuochi replica al sindaco di Taormina, Mario Bolognari, sul caso “Cibo Nostrum”. Gli organizzatori della festa della cucina italiana, che dopo le edizioni taorminesi quest’anno si svolgerà dal 31 marzo al 2 aprile a Catania, hanno diffusa una nota sulla vicenda comunicando di aver richiesto il 28 agosto scorso al Comune di Taormina la riproposizione della manifestazione nella Perla dello Ionio con risposta negativa poi avuta da nota del 13 settembre 2018.

Ecco la nota della Federazione Italiana Cuochi:

La richiesta. “Per Cibo Nostrum già ad agosto 2018 è stata fatta richiesta dalla Federazione Italiana Cuochi di restare a Taormina. Il Comune rispose “picche”. Il “No” del Comune di Taormina è protocollato con data 13 settembre 2018. Sia chiara una cosa: il fascino di Taormina rimane intatto ed essa rappresenta una delle attrattive più belle della nostra Sicilia. Precisato questo, rimane l’amarezza per una presunta “chiarezza” che il suo sindaco, Mario Bolognari, avrebbe fatto sul quotidiano on line BlogTaormina, dimenticando però alcuni passaggi fondamentali, a cominciare dal fatto che esistono carte protocollate dal Comune di cui egli è alla guida. Carte dove si risponde con un “No” (questo sì realmente chiaro!) alla richiesta che Cibo Nostrum 2019 – 8^ edizione restasse nella “Perla dello Jonio”. La richiesta ufficiale, protocollata e su carta intestata, è partita da Roma dalla Federazione Italiana Cuochi, firmata dal suo presidente nazionale, Rocco Cristiano Pozzulo, il 28 agosto 2018. In essa, fatta menzione dei successi precedenti della Grande Festa della Cucina Italiana, si prospettava una nuova edizione, l’ottava, del 2019 appunto, ancora più bella e più ricca proprio nel cuore di Taormina, con lo spirito di solidarietà e di buongusto che la contraddistingue da anni. Una Grande Festa che ha portato nelle passate stagioni migliaia di visitatori, italiani e stranieri, nella città, centinaia e centinaia di giornalisti nazionali e della stampa estera, e soprattutto migliaia di cuochi che con il loro operato hanno aggiunto valore ad un sito, quello di Taormina, dalla bellezza sublime e valorizzato ancora di più dalle tradizioni della gastronomia italiana. Un evento, Cibo Nostrum, che col tempo è stato apprezzato anche dai commercianti della città, che hanno sostenuto e incoraggiato l’appuntamento”.

Le manifestazioni in Corso Umberto. “Ma la risposta non ha tardato ad arrivare – continua la Federazione Italiana Cuochi -. Ed in essa si legge tra l’altro: “Infatti, con nota a firma del sindaco, (protocollo N. 15633 del 05/07/2018), non si rilascia più alcuna autorizzazione per manifestazioni che si svolgeranno lungo il Corso Umberto, di qualsiasi natura, al fine di rendere elegante e vivibile il centro storico di Taormina”. Questo un passaggio della risposta che ci è pervenuta, in una lettera a firma dell’assessore al Turismo, Andrea Carpita. Quando il sindaco Bolognari afferma che “non mi è pervenuta richiesta di far rimanere l’evento nella nostra città” ed ancora che “non ho mai ricevuto dagli organizzatori dell’evento nessuna richiesta di incontro e non mi è pervenuta alcuna istanza finalizzata a far rimanere la manifestazione a Taormina e riproporla qui anche quest’anno…” fa affermazioni non corrette”.

Il piacere di esserci. “Ovvio, pertanto – conclude la Federazione Italiana Cuochi -, che la scelta della Federazione si sia spostata altrove, in questo caso sulla città di Catania, in concomitanza del suo XXX Congresso Nazionale a fine marzo e dove l’entusiasmo di accogliere anche Cibo Nostrum si è palesato da subito, da parte dei cittadini e delle istituzioni. Cibo Nostrum è stato, è e sarà sempre un evento inclusivo, con la volontà di coinvolgere quanti più professionisti, aziende, cuochi, pasticceri, giornalisti, ristoratori, operatori, pubblico, turisti e istituzioni che sia possibile. Il nostro motto di quest’anno è infatti: “Cibo Nostrum: il piacere di esserci”. Ma anche gli Enti e le Città devono avere il piacere di averci. L’abbraccio degli organizzatori quest’anno arriva anche ai tantissimi taorminesi che si sono innamorati dell’evento e che avranno voglia di venire a trovarci. Vi aspettiamo per festeggiare insieme una nuova edizione nel segno della sicilianità. L’amarezza delle carte bollate e protocollate non deve turbare la Grande Festa della Cucina Italiana”. 

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