la tassa di soggiorno porta quasi 3 mln nelle casse comunali

Il 2018 è stato un anno da record per il turismo a Taormina e la conferma arriva dal dato definitivo sulla tassa di soggiorno. Dall’imposta turistica il Comune ha introitato infatti nell’anno appena trascorso quasi 3 milioni di euro. La statistica è in linea con quella delle presenze (pernottamenti nelle strutture ricettive ed extra-ricettive), che sono stati Un milione e 150 mila, con un incremento del 3,04% del risultato del 2017 (l’anno del G7). Ma l’elemento che a Palazzo dei Giurati rimarcano con soddisfazione è soprattutto quello concernente l’ammontare delle somme già introitate dal Comune a fronte del totale annuale riscosso dalle strutture ricettive ed extra-ricettive presenti in città.

Le somme riscosse. Negli ultimi anni la tassa di soggiorno aveva portato ad un introito stimato per il Comune in circa 2 milioni e 700 mila euro sia nel 2016 che nel 2017 ma si era evidenziata ancora la problematica di alcuni mancati versamenti da parte delle strutture che si erano accumulati nel tempo per un ammontare di circa 620 mila euro mancanti nel forziere municipale. Stavolta, nel 2018, è andata decisamente meglio. Stando al rendiconto degli uffici comunali le strutture hanno riscosso 2 milioni 945 mila euro e su questo totale all’appello delle casse comunali mancherebbero al momento soltanto 90 mila euro. Due milioni e 855 mila euro sono già stati versati al Comune: l’importo 2018 della tassa di soggiorno, in sostanza, è già per la quasi interezza nel forziere comunale. “Le strutture stanno versando con puntualità – ha evidenziato l’assessore alle Politiche Finanziarie, Giuseppe Caltabiano -, c’è stato un notevole miglioramento della situazione”.

Il confronto. Adesso nei prossimi giorni si cercherà un punto di incontro sulle modifiche il Comune intende apportare al regolamento dell’imposta, in vigore a Taormina dal 1 gennaio 2013 e la cui delibera istitutiva venne esitata dal Consiglio comunale nella fase conclusiva del 2012. La casa municipale ha prospettato una serie di varianti, tra le quali la modifica della tariffa per i B&B, ma ha anche ipotizzato una riduzione della tassa di soggiorno del 20% nel periodo di novembre-marzo per incentivare i flussi turistici in un’ottica di destagionalizzazione. Al momento non c’è intesa, però, con gli albergatori, che hanno controproposto una riduzione delle tariffe del 50% nei mesi invernali e che vorrebbero anche la conferma dell’Osservatorio permanente sul turismo, che invece la Giunta vorrebbe sopprimere. A breve le parti si rivedranno e, a quel punto, si capirà se ci saranno i margini per trovare soluzioni da poter condividere.

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