al centro (il secondo da destra) l'ispettore capo Giuseppe Cacopardo

Il Comune di Taormina, con apposita delibera di Giunta del 31 gennaio scorso, ha autorizzato il sindaco alla costituzione parte civile dell’ente locale nel procedimento penale contro l’aggressore dell’ispettore di Polizia locale, Giuseppe Cacopardo. Un 36enne di Giardini, arrestato lo scorso ottobre dai Carabinieri di Taormina, è accusato dei reati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, calunnia, detenzione e porto abusivo di arma bianca, in oggetto all’aggressione dell’ispettore Cacopardo, avvenuta a Taormina il 14 maggio 2018.

L’aggressione. Sul caso hanno indagato i Carabinieri insieme alla Polizia locale di Taormina, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Messina e gli esiti dell’attività investigativa hanno portato all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 36enne. Cacopardo nella circostanza venne minacciato con un coltello a serramanico e nei suoi confronti venne lanciato un bicchiere di vetro in viso, che gli ha causato delle lesioni e un danno permanente del vitreo con riduzione del visus. Inoltre gli vennero sferrati due pugni, di cui uno alla nuca e uno all’occhio sinistro.

Le indagini. Determinante si è poi rivelata l’attività probatoria sui fatti posta in essere dalla Polizia locale, a cura del vicecomandante Daniele Lo Presti, che ha portato all’acquisizione delle immagini di videosorveglianza, al rinvenimento del coltello e dei cocci del bicchiere lanciato contro Cacopardo. I Carabinieri di Taormina, guidati dal capitano Arcangelo Maiello, hanno quindi ricostruito la dinamica dell’aggressione e il suo movente, evidenziando anche la calunnia insita nella denuncia-querela sporta dall’indagato pochi giorni dopo l’accaduto, in cui questi, secondo gli inquirenti, avrebbe fornito una versione dei fatti artata e smentita dalle risultanze emerse con l’attività investigativa. All’indagato è stato perciò contestato anche il reato di calunnia.

Le conseguenze. L’ispettore Cacopardo, rimasto in ospedale per tre mesi e mezzo, ha subito un danno permanente con la perdita del 50% della vista da un occhio e dopo il rientro in servizio, è stato costretto a lavorare in ufficio senza poter effettuare servizi esterni. L’aggressore è stato rinviato a giudizio e il Comune ha inteso costituirsi per l’udienza del 6 febbraio prossimo “al fine di tutelare l’immagine del Comune di Taormina, che ha subito un evidente danno all’immagine, poiché i reati ascritti a carico dell’imputato hanno coinvolto pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni”.

© Riproduzione Riservata

Commenti